Arnie a “favo caldo”

E’ un po’ che non mi faccio sentire, lo so, ma tra una cosa e l’altra, le feste di natale che ce le siamo tolte e che a Pasqua staremo con chi vorremo beh eccoci qua.

Innanzi tutto ringrazio il mio amico Roby per le nuove arnie che mi ha costruito e recapitato (è un ottimo falegname).

Farò una prova con due arnie a favo caldo per vedere se le api gradiscono o se non cambia un emerito ****.

Per chi non lo sapesse l’arnia a favo caldo è un’arnia (ahahah bravo…bella scoperta!) ma con i favi non perpendicolari all’ingresso, ma orizzontali/paralleli.

Come tutti noi (apicoltori) sappiamo la costruzione naturale dei favi da parte delle api è più esposta a Sud.

Le api sono animali eterotermi e per regolare la loro temperatura dipendono dal sole e dall’ambiente esterno.

Generalmente al di sotto dei 12/10° non volano ma chi non le ha mai viste uscire anche in giornate fredde con la neve per farsi un bombardino e scendere dalle piste con lo snowboard?

Come si vede da quel bellissimo schemino (ringrazio l’autore ma non so chi sia ma sono io) i telai più caldi sono quelli esposti al sole (grazie alla scoperta!).

In teoria il primo favo non solo è più caldo ma fa da “muro” contro eventuali correnti fredde e gode del fatto che il miele essendo un ottimo isolante rilascia la temperatura molto lentamente.

Notare nella foto la disposizione dei distanziali.

Questo tipo di arnie sono sicuramente più comode in posti freddi e a quote elevate, ma vediamo qui in da me cosa diranno le api.

Non è detto poi che il primo favo sarà colmo di miele e che faccia da “muro”, magari essendo più caldo le api si metteranno lì ad allevare covata e quindi sono proprio curioso di mettere queste due arnie sperimentali in attività. Una verrà messa verso sud e l’altra verso ovest e si vedrà.

Se voleste provare anche voi ad utilizzare il meccanismo del “favo caldo” potete farlo usando già arnie a vostra disposizione ruotando il fondo a patto che abbiate della arnie da 12 e che non siano scanalate sotto, ma piatte (alcuni costruttori fanno i fondi ad incastro per cui ruotarle non servirebbe).

L’articolo è già finito e lo so è avido di boiate e di battute, ma sono malaticcio e non scrivo da un bel po’ (ho fatto un po’ il monello a capodanno….), abbiate pazienza…..e sopratutto ora è il famoso periodo dell’ansia invernale cioè quando l’apicoltore ha paura di ritrovarsi a marzo senza api…

A proposito la prossima volta parleremo di “unguenti, propoli e balsami labbra”…mi sa che mi conviene aprire una farmacia…

Le api con questo inverno non freddo stanno sicuramente allevando covata, al di là dei trattamenti che quest’anno mi hanno fregato, bisognerebbe fornire loro dell’acqua stagnante in modo tale che non perdano tempo a cercarla altrove e fredda che comporterebbe perdita di calore nel nido.

 

 

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4 Comments

  1. Luca non farti fregare anche dall’ansia, sei tu l’artefice dei tuoi successi o insuccessi e le api ringrazieranno o ti malediranno, quindi occhio vigile e cerchiamo di arrivare all’appuntamento primaverile rigenerati!
    Proverò anch’io questa soluzione dato che sono a 600/900 slm

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