Tanto è uscito il nuovo Aifon8

Finalmente pioggia, era attesa ed è arrivata, anche troppo…

Il clima è pazzo ormai lo sappiamo, non piove per mesi e  mesi, le nuvolette si fanno ciao dall’alto dandoti una speranza un po’ come alcune ragazze in discoteca che ammiccano ammiccano, sorridono  (pensi gagliardo è fatta) e  poi ti avvicini e ti dicono: “cosa vuoi vai via maniaco”….comunque si diceva pioggia e poi in giorno arriva tutto: diluvio, anticipo saldo e interessi di mora.

ecco le nuvole che passano vicino e te la fanno vedere (la pioggia si intende…) notare la velocità alla quale si muovono per sparire

Mai viste le api così sotto stress a cavallo tra agosto e settembre; uno o due favi di covata, poche fioriture e poco generose di nettare e polline fondamentali per le nuove generazioni di api che dovranno svernare.

Se il clima  è mutevole con esso anche l’apicoltura, “cambia il tempo ma noi no” eh mica tanto, anche gli apicoltori devono adeguarsi “e se ci trasformiamo un po’” (ma che canzone era??) è anche colpa di gente come l’attuale presidente americano il quale ha sentenziato che del clima non gliene frega un’emerita cippa, ma anche per lui c’è sempre il tempo di trasformarsi un po’ tra una acconciatura di capelli e l’altra.

Livorno distrutta, Miami allagata (prossimamente si potrà pescare dall’attico dei suoi più alti grattacieli allagati e infatti è già pronto il nuovo nome per la cittadina americana: Ma-gli-ami? futura e futuristica città di pesca americana altro che stare scomodi sui pontili o sugli scogli).

Diciamocelo, non si può far altro che prendere atto di questa situazione: stagioni assenti, estati ed inverni siccitosi, con qualche parentesi di nubifragio giusto per complicare l’equazione climatica già complessa di suo (belin che frasone che mi sono sparato…).

A proposito, non so voi, ma qui c’è l’invasione delle cimici, non quelle verdi nostrane, ma quelle marroni e caparbie (dicono siano cinesi ormai è sempre colpa loro anche se arriverà un meteorite si dirà nel futuro che era colpa dei cinesi), cosi tanto da insinuarsi nelle avvolgibili delle tapparelle, zanzariere e senza contare i danni alla frutta (già, tanto si compra quella al mercato bella gigante, linda, pulita, dura (che non marcisce mai dopo sei anni infrigo) e col cacchio che la cimice ci va lì, mica è scema). Quest’anno avevo il terrore di mangiare l’uva fragola dell’orto, tra un acino e l’altro poteva esserci lei pronta ad essere schiacciata…e assaporata.

Cimici che, non dimentichiamolo, rendono più gradevole la vita dell’apicoltore se malauguratamente si nascondono nel tetto del coprifavo…anche lì pronte ad essere schiacciate per la gioia nostra e delle api che non aspettavano altro…

Tornando alle api visto che questo è un sito di apicoltura e non di cimici o di meteorologia (anche se una meteorina bionda e una mora non guasterebbero il tempo…a casa mia…),… ho dovuto adottare una scelta nutrizionale da cui mi ero discostato: fornire candito come fonte di scorte e di nutrimento.

I favi in molte arnie non solo mie ma  anche di amici sono praticamente asciutti, poco nettare nuovo e poche scorte e senza scorte le api difficilmente lo passano l’inverno.

ancora quelle nuvole illusorie

Anche l’esperimento della asportazione di covata non è andato un granché anzi è stato proprio uno schifo! Tutte le regine nuove sono ritornate fucaiole o non sono tornate proprio, costringendomi ad operazioni di riunione con i ceppi originari a testimonianza di come l’annata 2017 sia da dimenticare, e non parliamo della produzione di miele di cui vedi l’articolo precedente “un’ottima annata” con la collaborazione di Russell Crowe, Rossello Corvo per gli amici.

In fin dei conti ritengo che il miglior metodo sia sempre quello di ingabbiare le regine bloccando la covata per colpire la varroa, inoltre nel blocco il fatto di non aver covata da accudire fa si che le api riempano i favi di nettare che in questa annata sarebbe stato utilissimo.

questo insegna come l’apicoltore debba effettuare le proprie prassi anche in base alle evoluzioni climatiche e non a prescindere…la vita per api e apicoltori si è fatta e si farà sempre più dura.

Tutto ciò senza contare l’inarrestabile avanzata della velutina da ovest e di aethina tumida dal sud, in particolare rimango ancora e parecchio sorpreso di come molti apicoltori (ed è gravissimo questo) non si rendano conto del pericolo rappresentato dai due insetti alloctoni nonostante oggi gli esseri umani siano costantemente incollati sui telefonini e sul web….massi, tanto l’importante è l’uscita del nuovo AIFON8…..in foto quassù il misero bottino dell’annata 2017 ottimo come sempre però.

 

 

 

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