Galleria “Monella”

La prima visita completa del 2017 è stata tutto sommato  positiva. Tutte le regine sono in fase di deposizione (una media di due/tre favi di covata non estesa ma rosette di medie dimensioni). Fondamentale è stato constatare che la famiglia più in difficoltà (al momento del gocciolato di un mesetto fa stazionava su un solo favo!) è anch’essa in ripresa, importa polline, la regina anche se più in ritardo rispetto alle altre ha cominciato la deposizione. Tuttavia per pareggiare un po’ la situazione generale ho preferito togliere un favo di covata opercolata dalla famiglia più forte dell’apiario e donarla a questa che comunque in questi giorni tiepidi occupa circa tre favi.

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Questo è il periodo più frenetico ed ostico. Le api vecchie che hanno superato l’inverno cominciano a deporre le ali armi e ad essere sostituite dalle nuove leve. Il consumo di miele diventa elevatissimo; quasi raddoppia. In questo frangente più che in altri periodi si possono osservare le api all’incessante ricerca di acqua e di sali minerali.

Ma questo articolo vuole essere indirizzato ad un altro aspetto legato all’apicoltura. L’anno scorso e soprattutto quest’anno se ne sono “andati” (e non ritornano più…cit. Pausini) ben 2 melari e mezzo causa farfalla della cera nome scientifico: Galleria Mellonella, per gli amici Galleria Monella (dal film di grande Tinto….) .

I melari e i favi in essi contenuti sono di fondamentale importanza per l’inizio della stagione. Avere i favi pronti per essere riempiti dalle api oltre che essere collocati nel momento giusto è di strategica importanza per una buona produzione. Considerando che le api consumano 10 Kg di miele per produrre 1 Kg di cera è chiaro come sia indispensabile curare l’aspetto dello stoccaggio dei melari nel periodo invernale.

Il sottoscritto non volendo usare prodotti chimici per la lotta alla Galleria Monella si affida al freddo e al chiaro di luna (di Beethoven o di Debussy) per conservare i melari dato che i favi che hanno contenuto solo miele non vengono “di norma” attaccati dalla Monella. Difatti se i favi hanno contenuto polline o covata prepariamoci a trovarli letteralmente disintegrati dal simpatico insetto.

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La Galleria Monella (sono testimone oculare) riesce anche a sopraffare una colonia di api quando la stessa è debole. Sul finire dell’estate è così agguerrita da rovinare perfino il legno delle arnie. Bisogna quindi prestare la massima attenzione a questo aspetto. La maggior parte degli apicoltori usano impilare i melari uno sopra l’altro in righe e colonne (esistono dei corsi di Excel per diventare pro) e accendere due dischetti di zolfo a distanza di una settimana. La prima zolfata stende le farfalline e le monelle in stadio larvale, il secondo fumento stende le forme larvali che prima erano protette dal bozzolo. Altri ancora, avendone la possibilità, li congelano.

Il ciclo della Monella è semplice. Una farfallina entra in un melario deposita svariate uova, da queste nascono le larve che creano delle gallerie nei favi; ecco perché si chiama Galleria Monella. Esiste un prodotto biologico (lo trovate sul web) che si spruzza sui favi prima dello stoccaggio, ma questi dovranno essere asciugati per evitare muffe, muschi, licheni e gnomi.

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Quindi basta, basterebbe impilare i melari e favi che hanno contenuto solo miele, tenerli arieggiati anche all’esterno per evitare il rischio della Monella.

In realtà quest’anno ho scoperto un altro elemento che può far sviluppare il “simpatico” insetto…. le api!

Quando si stivano i melari definitivamente bisogna stare attenti che non riescano ad entrare altri animali/insetti soprattutto le api.

Alcune di queste rimangono nei melari o a volte riescono ad entrare in dei pertugi (a volte i melari negli anni perdono pezzi e presentano deformazioni) poi non potendo uscire ovviamente muoiono e si accumulano in determinati punti ed è qui che entra in gioco la Monella che giustamente pensa più siamo è meglio è.

Le larve, nel mio caso, non si sono nutrite del polline o della cera contenente covata, ma delle api stesse anche se ormai morte.

In questo modo mi hanno fatto fuori due melari.

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Fortuna nella sfortuna alcune api si erano accumulate in due melari in cui erano presenti solo dei telai lignei senza cera, ma anche qui la Monella ci ha provato!

Sperando che questa mia esperienza condivisa Vi possa risultare utile.

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4 pensieri su “Galleria “Monella”

  1. Buongiorno! io a fine stagione metto i melari impilati li avvolgo con del domopak,poi accendo un sorfanello posto in alto,all’ultimo melario. mi sono trovato sempre bene e non ho mai avuto problemi.
    grazie buon lavoro.

    • esattamente,….attenzione ai casi di combustione nel legno rari ma possibili una soluzione è collocare lo zolfanello in una lattina in modo tale che non sia a contatto con materiale infiammabile

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