Così è (se vi pare)

Esser civile, vuol dire proprio questo:
dentro, neri come corvi;
fuori, bianchi come colombi;
in corpo fiele;
in bocca miele.
Luigi Pirandello
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Di recente mi sono state poste alcune domande inerenti alla selezione delle api.
Ebbene, quale caratteristica in particolare di una famiglia “bisogna” portare avanti?
L’apicoltura è una di quelle shhhhhhhhhhhcccccccccccccccciiienze (cit. Zichichi) in cui è onnipresente “l’inconoscibilità del reale”.
Infatti ogni apicoltore, vuoi per proprie esigenze, vuoi per praticità, vuoi per questo, vuoi per quello, vuoi per altro, vuoi che non si sa più chi lo voglia,  da’ una propria interpretazione che può (condizionale obbligatorio) non coincidere con quella degli altri, pensiamo ad esempio alla nutrizione o ancora alle recenti tecniche di ingabbiamento invernale ecc… tutto sempre in funzione (algebrica) dell’apicoltore.
Bisogna sempre tener conto (non numerico) che con le api le variabili sono diverse e gli elementi che influiscono moltissimi, per cui ad una determinata condizione corrisponde una determinata attività il cui solo esito ultimo è da valutare in ottica di selezione; e non stiamo parlando di oroscopo anche perché te l’immagini se ogni ape chiedesse all’altra il segno zodiacale di appartenenza? Sicuramente quasi nessuna ammetterà di essere del cancro visto che assomiglia ad una varroa galattica…

Insomma, regna l’impossibilità a conoscere la verità assoluta.

Tempo fa scrissi un articolo che si riferiva alle diverse peculiarità delle famiglie a parità di condizioni e in un medesimo apiario, qui ne riparlerò nella mia aggiornata, vera, assoluta, ignoranza sempre se vi pare.

polline

Le colonie di api come gli altri esseri viventi (raramente gli esseri morti) manifestano le loro diverse caratteristiche, ma la diversità non è sinonimo di negatività (come disse il brutto anatroccolo (che poi come era finito un cigno in un nido di papere?)).

Ad esempio, anche nei periodi con apporto nettarifero notevole (aprile/maggio), ci sono famiglie già in attività alle sei del mattino (non sono sicuramente dipendenti pubbliche), mentre altre “si attivano dopo” (eccole qua….a timbrare in ritardo e con la forma del cuscino sulla ligula), altre ancora bottinano di sera (un ceppo originario di Troia e cmq in quel caso il verbo sarebbe “bottaniare”) mentre altre “dormono già” (sempre le dipendenti…) e comunque tutte + o – raggiungono il medesimo risultato,….quale? mi sono perso.

Al di là delle varie manifestazioni di vivacità/attività, credo che siano altri gli elementi da valutare e che quindi influiscono sull’esito finale/valutazione/voto, come a scuola (non penderanno sulla tua valutazione finale quei rari giorni in cui ti beccavano fuori che te l’eri salata per andare in sala giochi!!!).

Noi, da umani, siamo abituati a ragionare e osservare in termini di uniformità, omogeneità, parità ecc….credo che questi elementi non valgano tanto per le api, sicuramente per l’apicoltore si viste anche le proprie esigenze tecnico/pratiche/logistiche.

Per fare un esempio, credo sia inutile preferire una genealogia di ape che si muova anche con temperature rigide, rispetto ad un’altra del medesimo apiario che rimane immobile se entrambe raggiungono lo stesso risultato, ma in modi diversi.

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Agli apicoltori aggrada, probabilmente, vedere ugual movimento in tutte le arnie simultaneamente, ma questo, dal punto di vista dell’ape e quindi di conseguenza dell’apicoltore, è relativo come disse Einstein. Credo che la “parità di condizioni” sia sicuramente un obiettivo cui aspirare, ma gli elementi che la fondano devono essere molteplici e interconnessi (non mi serve a nulla un’ape che si muove tanto o nulla se poi produce poco o è malata!). E poi la par condicio è solo uno slogan elettorale per far fessi gli elettori.
Uscire o bottaniare bottinare con basse temperature, non sempre può essere un valore positivo, bisogna chiedersi e verificare: perché si muovono? Forse non hanno scorte? E, ragionando a contrario, una famiglia che non si muove vorrebbe dire che con le scorte è a posto e che quindi non spreca energie?

L’unica valutazione (o punteggio) che, a mi avviso,  è possibile  è quella che si può fare all’uscita dell’inverno, nel periodo delle prime visite tra marzo e aprile.

A questo punto potremo capire effettivamente quale regina preferire e quindi quale punteggio corrisponderà ad ognuna (se l’obiettivo del punteggio è quello di prediligere una certa genealogia in ottica di selezione).
Famiglie uscite dall’inverno numerose, sane, con buone quantità di scorte saranno da preferire sia che si muovano a basse temperature sia che -sempre a basse temperature- siano rimaste immobili. Questo perché la loro attività dipende dalle varie e numerose esigenze di cui una colonia di api necessita, attività che certamente e naturalmente varia da una all’altra.
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Quindi, in conclusione, gli elementi da valutare sono sempre gli stessi: sanità, resistenza alle patologie, vivacità, vitalità, scorte, uscita dall’inverno, produzione, ecc…elementi da considerare unitamente e insieme nel loro complesso in un determinato arco temporale e non singolarmente in un breve lasso di tempo; è la visione globale e duratura quella a cui bisogna aspirare a mio avviso.
Ovviamente questo è solo il mio pensiero e come disse anche Machiavelli anche dal punto di vista delle api: il fine giustifica i mezzi e quindi in conclusione così è se vi pare.
PS: pare sia arrivato finalmente l’inverno, teniamo la conta per il trattamento invernale!
dott. Luca Cosco
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2 pensieri su “Così è (se vi pare)

  1. Buongiorno….commento che c’entra poco con l’articolo ma molto con il tuo p.s.
    Dalle tue parti non sono ancora andate in blocco?
    Qui (riviera di levante 200m slm, ) al 17 dicembre erano tutte in blocco e sono riuscito a fare AO.
    Nonostante il caldo…credo che l’assenza di fioriture e le molte ore di buio abbiano prevalso…
    da circa 10 giorni è fiorito il nocciolo….sarei curioso di capire se hanno ripreso a deporre…nei prossimi giorni verifico se importano polline….
    ciao
    Gabriele

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