Api e buoi dei paesi tuoi: l’ecotipo

Questa regina è in grado di deporre da “legno a legno”… questa regina sverna benissimo… questa regina “butta” giù covata subito e più delle altre…questa non è aggressiva… questa è aggressiva ma non ti punge…questa è aggressiva ma non ti aggredisce… questa regina è furba ma non intelligente…questa che viene dal Canada fa il cappuccino…queste api che vengono dal polo sud hanno ali più lunghe e possono volare per più km… queste sono bionde…queste sono more…se vuoi te ne diamo una fucsia…

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Ce ne sono tantissime di queste… “frasi” in giro.

Sono le dicerie degli apicoltori sui pregi/difetti delle api e da buoni italiani si sa: più vengono da lontano e/o più sono estere e più ci piacciono.

E’ il solito discorso che l’erba del vicino è più verde della nostra?

Non tutti gli apicoltori sono a conoscenza della questione e qui di seguito brevemente, la espongo.

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La legge sull’apicoltura n° 313/2004 fa espresso riferimento a un piccolo dettaglio che sfugge a molti.

Il dettaglio –di non poco conto- è che va salvaguardata la razza dell’ape di origine italiana (pensavo quella finlandese!):

cit. ex L. N° 313/2004, art. 5 – lett r):

“salvaguardia  e  selezione  in purezza dell’ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola) e dell’Apis mellifera sicula Montagano e incentivazione dell’impiego di api regine italiane con provenienza da centri di selezione genetica.”.

Molti si chiederanno a questo punto: ma che ##### di ape ho nel mio apiario? Ora che ho comprato le regine Buckfast non è che mi fanno qualche sanzione? ecc…ecc…

Per fortuna di coloro che importano, comprano api e regine da tutto il mondo non esiste una normativa sanzionatoria in riferimento alla citata 313/2004, ma per sfortuna degli altri che seguono il dettame (più per etica che per norma) legale si tratta di un bel problema e in questo la legge e le istituzioni non aiutano di certo, in conclusione dovrebbe prevalere l’etica? il buon senso?…..deserto……..alè!

In ogni caso la legge è chiara e ci da anche un preciso spunto su un altro argomento: l’ecotipo -questo sconosciuto-.

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Se l’ape sicula con le “sue” “determinate” caratteristiche (fenotipo e genotipo) è nata e si è sviluppata in un territorio, ci sarà pur un motivo, così come i pinguini stanno al freddo e i coccodrilli nelle calde terre africane.

Però noi siamo umani uomini e stiamo sempre con un occhio teso alla convenienza, alla comodità, al soldo, ecc…ecc…e perchè no anche alle dicerie.

Lo ripeto, le api non sono mucche. Non possiamo limitarle in spazi limitati per i nostri esperimenti limitati, perché a differenza degli asini, le api volano, così come volano le regine, non esiste staccionata che tenga, forse solo quella nei nostri cervelli.

Quando comprate una regina fate bene attenzione a quello che fate turchine. Una singola azione (banale mi direte, un acquisto di una regina!?!?!?!) può avere ripercussioni a catena in tutto il territorio circostante.

Non conosco nessun apicoltore a cui non sia mai sciamata almeno una famiglia nel proprio apiario e vuoi proprio che non capiti a quella bella regina che mi sono fatto recapitare da Saturno (eppure mi avevano assicurato che non sciama [ avere una regina che non sciama è come imporre la castità a Fuco Siffedri quello del filmzzzz ])? E quando questa sarà libera? Le sue figlie reali e i suoi rampolli ronzanti con chi si incroceranno? Chissà che cast ità!

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Tutto ciò non sarebbe un problema, mi direte, la varietà genetica….certo…solo che noi ragioniamo sempre da uomini e non da animali selvatici che si sono sviluppati in milioni e milioni di anni.

La cosa bella è che per fare gli incroci gli allevatori  -che mi ameranno sempre di più dopo questo post ne sono sicuro-  devono molto spesso incrociare materiale genetico di api “straniere”  con api ligustiche (affinché ci sia il risultato migliore = cappuccino con panna o con latte scremato per chi ha intolleranza…sembra un supermercato in cui si ha la percezione di poter scegliere, in realtà è una illusione dove compriamo più o meno le stesse cose con etichette diverse)…

Ma quando la ligustica sarà ormai persa poiché troppo “inquinata”, cosa diavolo incroceranno questi scienziati della domenica?

E quando il danno sarà conclamato, sarà troppo tardi per trovare una soluzione.

Cosa possiamo fare? Semplice “api e buoi dei paesi tuoi”.

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L’ape è uno dei pochi esseri che è in grado di adattarsi a qualunque situazione –nei limiti del possibile-

Perché comprare sempre roba che viene da fuori? Se facciamo questa operazione vuol dire che stiamo sbagliando qualcosa come apicoltori.

Perché non selezioniamo NOI le regine e le api ma direttamente dai nostri apiari, senza cercare la formula maggggggica che tanto non esiste?

Avremo qualcosa di “nostro” (non nel senso di proprietà come nel diritto civile), e che peraltro sarà adattato al nostro territorio e di generazione in generazione si fortificherà.

Se importo qualcosa da chissà dove mi andrà magari bene il primo anno, ma poi gli anni dopo?

Perché molti ogni anno comprano regine e pacchi di api che gli anni dopo si rivelano dei veri e propri pacchi?

La risposta è nella domanda a mio avviso.

Buona selezione locale a tutti

Un caldo saluto anche a tutti gli allevatori e selezionatori ai quali dico –qualora fossero interessati- che presso il mio apiario seleziono api regine che fanno sedute di ago puntura su richiesta tranne sabato e domenica.

 

dott. Luca Cosco

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3 pensieri su “Api e buoi dei paesi tuoi: l’ecotipo

  1. Grazie Luca per aver ricordato a tutti noi, senza discriminare nessuno dal pensiero diverso, la realtà della nostra situazione apistica, nel caso specifico l’importanza dell’ecotipo di Ligustica, il riscoprirlo, allevarlo e selezionarlo nei nostri alveari.
    Carlo Petrella

    • Caro Carlo, ciao!
      proprio ieri durante una visita osservavo una regina di una famiglia e mi dicevo: “questa famiglia mi piace proprio per le sue caratteristiche e per la su genetica”…in effetti la regina pare una classica ligustica color cuoio e con i tergiti finali di color nero

  2. Ciao Luca,
    sicuramente fra poco potrai osservare anche l’aspetto dei fuchi che insieme a quello delle api operaie e le altre caratteristiche da te osservate e ritenute soddisfacenti, formeranno un quadro migliore per ritenere una Regina da considerare una futura madre.
    Il passo successivo per l’approfondimento dovrà essere quello dell’analisi Morfometrica per stabilire in % l’appartenenza all’Apis Mellifera Ligustica.
    Qui troverai il protocollo per la raccolta dei campioni di api operaie da spedire al laboratorio:
    http://www.izslt.it/apicoltura/wp-content/uploads/2012/10/Protocollo-campionamento-morfometria.pdf
    Nel caso tu abbia delle difficoltà per il solo valore dell’indice cubitale, provo ad aiutarti io.
    Carlo

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