Il (soq)quadro dell’apicoltura odierna; api e cubismo

Non troveranno uno scenario semplice le nuove leve di apicoltori nei prossimi anni, soprattutto se si osserva lo scenario italico: pesticidi sospesi ogni tanto e mai vietati in via definitiva, Vespa Velutina dal nord e precisamente dalla Liguria, Aethina Tumida (ormai dopo il nono focolaio la situazione è pressoché compromessa nel senso che c’è e ce la dobbiamo tenere), Nosema, visosi varie causate soprattutto dalla Varroa.

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Il vaso patogenocontenitore dell’apicoltura  si va “arricchendo” di una serie di simpatici elementi.

Oltre questo dato la cosa certa è che, nel silenzio delle istituzioni ( che diversamente da calabroni e coleotteri non fanno sentire la loro presenza), saranno sempre e solo gli apicoltori a vedersela contro tutto e tutti.

Nonostante il calabrone asiatico e il PCA (piccolo coleottero degli alveari) resta sempre la Varroa il vero problema.

Se le famiglie sono forti è possibile contrastare questi grossi problemi apistici, ma sono i piccoli problemi, invisibili, i virus a creare un enorme problema per le api.

Le virosi sono causate da varroa, che se si limitasse a rubare un po’ di pappa reale non darebbe neanche fastidio alle api stesse.

Il nodo principale sono appunto le virosi trasmesse dalla sua delicata boccuccia.

Tutti sappiamo che quando abbiamo l’influenza ci sentiamo stanchi, svogliati, vorremmo sempre dormire perché privi di forza.

La situazione dell’ape di oggi è pressoché simile, dobbiamo aggiungerci gli altri particolari del vaso di cui parlavamo prima.

In pratica è come se noi avessimo la febbre (virosi) che non ci permette di camminare (DWV), ma dobbiamo comunque andare in bottega (campi di fiori) a comprare del cibo (polline), peccato che il cibo sia marcio (pesticidi) e nonostante tutto dobbiamo andare nell’emporio con sopra un vampiro delle dimensioni di un coniglio (varroa) che ci succhia un po’ di sangue (emolinfa?) e trasmette una serie di patologie…..Ah dimenticavo, ora, al ritorno a casa (arnia) troveremo un enorme tizio tipo Hannibal Lecter (Velutina) che ci sequestra per mangiarci….oppure riusciamo si ad entrare in casa, ma vi troviamo una serie di loschi individui vestiti in nero (Aethina), con i loro figli (larve)  che ci distruggono casa (favi) costringendoci ad andarcene sotto un ponte (ramo di albero?)

Ovviamente in questo casino ho dimenticato il nosema (muffa negli angoli della casa) che insieme alla febbre ci debilita maggiormente.

Ecco, questo è il quadro dell’apicoltura in generale, ma attuale.

Il paragone è utile per descrivere come stiano le api in questo momento.

Quello che servirebbe per la lotta al nemico numero uno delle api (l’uomo?): la varroa, è un prodotto naturale che possa inibire il suo sviluppo o eliminarla quanto basta per avere famiglie li più sane possibile perché possano superare l’inverno.

Una cosa erano i quadri di Picasso….

Non possiamo permetterci un’ apicoltura cubista…

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