La smielatura

Si avvicina il momento in cui tutti gli apicoltori, a seconda dell’annata, vengono ripagati per il grande lavoro svolto con le loro principesse ronzanti.

Non tutti sono a conoscenza del fatto che dietro ad un singolo barattolino di miele ci sia una storia avvincente e  frutto di molti sforzi da parte degli apicoltori.

Oggi il prezzo del miele italiano è veramente molto basso e questo è dovuto al fatto che vi è una forte concorrenza da parte dei mercati esteri (si pensi al miele argentino, cinese, est europeo ecc…). Il problema principale è che in Italia fare miele o altri prodotti dell’alveare è molto più difficile che altrove. Questo perchè in Italia vi sono regole molto ferree e rigide in tema di conduzione degli alveari, soprattutto in tema di sanità. Per fare un esempio in molti paesi è concesso l’uso di alcune sostanze, gli antibiotici, vietatissimi in Italia e questa non vuole certo essere una esortazione affinchè si utilizzino schifezze negli alveari, anzi, ma è anche vero a parere di chi scrive che l’Italia come paese fa ben poco per tutelare le sue ricchezze e i suoi prodotti, ovvero i famoso made in Italy.

Inoltre anche il consumatore non è al corrente della situazione e deve essere “accudito ed informato” su certi aspetti legati al mondo apistico.

Tornando al tema del titolo, la smielatura è il momento in cui l’apicoltore dopo aver ritirato i melari privati delle api incomincia le operazioni  di: disopercolatura, centrifugazione, maturazione e invasettamento del prodotto.

Per chi non avesse visto i bellissimi cartoni di Paperino e l’orso goloso, è bene ricordare che le arnie dove vivono le api, non sono dotate di rubinetti da cui il miele sgorga come una sorgente di acqua! Nè tantomeno basta andare con un mestolo in apiario per invasettare i barattoli direttamente dall’arnia.

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I melari, per i non addetti ai lavori, sono degli elementi aggiuntivi dell’arnia (metà corpo dell’arnia) in cui vi sono dei telai e quindi dei favi che le api a poco a poco riempiranno di miele.

Quando i favi sono belli carichi di miele e lo stesso sarà maturo (cioè perde gran parte del contenuto di umidità) le api lo “opercolano”, cioè lo sigillano con una sorta di tappo che costituisce una sorta di sigillo di garanzia apistico che sta ad indicare all’apicoltore: “il miele è pronto e maturo…”


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Quindi l’apicoltore porta i melari in cucina laboratorio per le successive operazioni.

Con un aggeggio simile ad un pettine da serial killer chiamato “forchetta disopercolatrice” sforchetta i favi eliminando il sigillo che le api hanno applicato nelle cellette, in questo modo liberando il miele.

Una volta disopercolati, i favi/telai vengono inseriti in una sorta di lavatrice verticale detta centrifuga o smielatore che tramite un simpatico marchingegno (UNA LEVA A MANO!) fa roteare tutti i favi prima a sinistra e poi a destra a seconda delle elezioni politiche del periodo.

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In questo modo il miele a causa della forza centrifuga verrà sparato sui bordi dello smielatore accumulandosi a poco a poco nel fondo.

Nella parte bassa dello smielatore vi è un rubinetto aperto il quale si potrà raccogliere con dei secchi il miele centrifugato ed estratto dai favi che ora saranno molto più leggeri.

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I secchi carichi di miele verranno svuotati in dei fusti di acciaio, dove l’oro liquido dovrà riposare per almeno una 15ina di giorni.

Il miele ha un peso specifico tale che tutte le impurità eventuali (generalmente parti di cera, propoli, pezzettini di legno, automobili, cemento armato ecc…) saliranno a galla e ciò consentirà una purezza e limpidità del miele eccelsa.

Trascorsi questi giorni di prigionia il miele potrà essere finalmente invasettato negli appositi barattoli rigorosamente in vetro con chiusura ermetica.

Come ultima cosa si etichetteranno i vasetti (a tal proposito attenzione alla etichettatura che segue una rigida disciplina e le multe sono salate!).

Dietro ad un vasetto di miele dunque c’è una lunga catena di procedimenti e di lavoro e se devo essere sincero preferisco il lavoro in apiario con le api, piuttosto che in laboratorio, che però ha anche i suoi lati gratificanti.

Inoltre non bisogna dimenticare che non c’è solo il lavoro primaverile che darà origine ad un singolo vasetto di miele, ma anche e soprattutto il lavoro autunnale ed invernale svolto dall’apicoltore per avere api sane, forti e produttive in vista della primavera.

La prossima volta quando comprate un kiletto di miele chiedete all’apicoltore come l’ha fatto ma soprattutto come le api lo hanno raccolto!

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dott. Luca Cosco

 

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