Galeotto fu quello sciame!

“Avido apicoltore non fu mai ricco”

dal film: Se ti pungo mi sposi?

E’ il periodo della sciamatura…

E’ il periodo del recupero degli sciami…

C’è un forte ronzio nell’aria…

…BZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ…

C’è una nuvola nera che si poggia su un ramo…

E’ il periodo dello sbuffare dell’apicoltore…

…uff……….uff………..uff………….uff………….

E’ il momento di armarsi di pazienza, munirsi di scala e recuperare il grappolo vivente e caldo di api.

sciame2014

La sciamatura è forse il momento più coinvolgente a livello emotivo nella vita dell’apicoltore.

Chi non ha mai vissuto una sciamatura e il recupero dello sciame non può definirsi un vero apicoltore.

Ricordiamoci sempre che “la natura alla fine vince sempre”, per cui nonostante i nostri tentativi di contenere le api, togliere le celle reali, aggiungere, togliere, melari, fogli cerei, togliere covata opercolata, dare spazio, stringere, promettere calici di zucchero e Dio solo sa cos’altro, la natura vincerà sempre, e poi c’è sempre la variabile del tempo, più questo è per l’appunto variabile, caldo freddo, sole, pioggia, più la voglia e la febbre sciamatoria delle famiglie aumentano.

La sciamatura rappresenta il momento riproduttivo di una famiglia di api e le api si “riproducono” (il virgolettato è d’obbligo) in un modo davvero particolare.

Tutti noi sappiamo come si riproducono i cani, i gatti, le persone ecc… vanno sull’altare e recitano la nota formuletta (mentre uno dei due sicuramente pensa “ma cosa ci faccio qui?”) e dopo qualche anno partono:  piatti, bicchieri, oggetti nei paraggi ecc… in testa dell'”amato/a” consorte ecc… ecc…il resto è noto.

In ogni caso, per non andare fuori tema, dall’unione di due persone, di due cani, di due gatti ecc… nascerà un nuovo individuo (o due o tre se gemelli, capricorno, ariete, bilancia, sagittario…).

Nelle api, invece, avviene il contrario!

sciamata2014

Se per noi vale questa sorta di operazione 1+1=1 per le api bisognerebbe fare 1/1=1…. è la matematica delle api!

Pur essendo come noi esseri umani degli animali pluricellulari, le api si riproducono come gli organismi unicellulari, ovvero si dividono, si separano. Da un organismo se ne formano due (vi ricordate i cartoni di esplorando il corpo umano sulla moltiplicazione delle cellule?).

Si badi bene, si separano come “super organismo” non come singoli individui (mica le api si dividono a metà!), poichè le api al pari delle formiche e delle termiti sono considerati dei super organismi costituiti da moltissimi individui che da soli non riuscirebbero a sopravvivere.

Una parte della famiglia (la vecchia regina, le api più anziane e alcuni fuchi) lascerà il sicuro nido per andare a fondare una nuova colonia in un nuovo posto tra i tanti rischi e le intemperie naturali e umane, l’altra parte della famiglia, la nuova regina vergine, le api più giovani e parte dei fuchi rimarranno nella casa originaria con la nuova regina vergine o con le regine non ancora nate chiuse nelle celle reali.

Potenzialmente una sciamatura può segnare la fine sia della nuova che della vecchia famiglia se ad esempio lo sciame appena poggiato sul ramo di un albero verrà ucciso da una giornata di temporale e se nella vecchia casa la nuova regina non riuscirà ad accoppiarsi con i fuchi non potendo deporre covata femminile.

L’apicoltore con la sua armatura da astronauta cerca di salvare capra e cavoli o almeno la capra o almeno i cavoli.

Se fortunato, recupererà lo sciame che verrà inserito in una arnia nuova e vi collocherà subito il melario! (lo sciame infatti sarà subito produttivo in quanto non dovrà allevare covata per almeno una settimana e le api avranno la borsa melaria gonfia di miele, rubato alla vecchia famiglia per ricostruire una nuova colonia fatta di cera) e assisterà alla fecondazione della nuova regina vergine nella famiglia rimasta nell’arnia, la quale per accoppiarsi con i fuchi compirà il famoso volo nuziale.

Viene definito infatti volo nuziale poichè la regina ed un corteo di sue fedeli (sarebbero i nostri testimoni che si annoiano a morte durante i matrimoni) si innalzerà in volo, più in alto possibile (fino a 30 metri secondo alcuni studi) dove solo i fuchi più forti potranno raggiungerla…e qui finisce tutta la patinata e romantica storia del volo nuziale poichè la regina delle api di velo bianco proprio non ne tiene, anche perchè saranno fino a 18 i fuchi con cui cercherà di salire sull’altare di accoppiarsi… i poveri fuchi invece, appena inserito il loro endofallo nell’apparato riproduttivo della “sposa” periranno e cadranno per terra morenti…i fuchi che invece non riusciranno a riprodursi nel corso dell’anno verranno sbattuti fuori di casa dalle operaie, gli verranno strappate le ali per non ritornare e moriranno di stenti….dura la vita dei maschi ad insettolandia.

La nuova regina così accoppiatasi conserverà nella sua spermatica, una versione entomologa della nostra borsa frigo, tutto lo sperma dei fuchi, padri ormai morti e dimenticati e lo conserverà fino a cinque anni, l’età massima di una buona regina.

Pare che la natura abbia scelto l’ape come unico animale al mondo per l’accoppiamento in volo.

Perchè accoppiarsi in un luogo così pieno di pericoli  e non nell’intimità e nella sacralità dell’alveare luogo per eccellenza straprotetto dalle api? Forse le api non lo sanno ma così facendo, cioè l’accoppiamento in volo, evitano o limitano in maniera esponenziale il rischio della consanguineità  conemolinfineità. Se la regina vergine si accoppiasse dentro l’arnia si accoppierebbe con la maggior parte dei fuchi nati dalla loro comune madre* (per farla semplice ci sarebbe un piccolo incesto tra cugini, vedi la nota in fondo).

Copulando in volo, le regine vergini fanno si che molti fuchi provenienti da arnie, famiglie e zone diverse copulino con esse e così facendo il seme dei fuchi di diverse origini e razze si mescolerà nella spermateca reale; un bel minestrone di sperma.

Ovviamente in volo le api hanno i loro stratagemmi per proteggere la regina. Un corteo di damigelle apistiche seguirà la regina così come i principi fuchi che formeranno la nota “cometa dei fuchi” (tanto poi si schiantano a terra infatti…), in questo modo la regina sarà solo un’ape qualsiasi agli occhi di un possibile predatore che nel mucchio ucciderà qualche ape e qualche fuco e più raramente qualche regina (chiedere ai gruccioni che sono i più temibili nemici delle api in volo).

Insomma “una botta e via” è stata inventata dagli insetti molti anni prima dell’uomo…

Al rientro la regina potrà decidere se accasarsi definitivamente o se ripartire i giorni seguenti se le “botte” non le sono bastate.

L’apicoltore dovrà controllare l’avvenuta copulazione osservando la deposizione della regina.

Il volo nuziale potrebbe rappresentare per una regina il suo unico volo nella sua vita.

_______________

Per tornare alla sciamatura quando recuperate uno sciame cercate di non perdere la vita, molti sciami sono facili da recuperare, altri metteono a dura prova la nostra sicurezza e non vale certo la pena di rischiare troppo.

Per chi avesse il fondoschiena come il mio di beccare nell’immenso glomere la regina e posizionarla nell’arnia o nel porta sciami il gioco si conclude in brevissimo tempo, poichè tutte le api seguiranno l’odore della loro sovrana… Cercatela in questa foto se siete bravi…vediamo chi ha l’occhio!

sciame20144

Lo sciame non recuperato in ogni caso se la saprà cavare benissimo anche da solo… anzi, è quando lo si mette nell’arnia razionale che accusa i noti problemi delle api…

Buon recupero di sciami a tutti!

Per gli apicoltori più navigati, quando parte lo sciame non incazzatevi, si sa che si perderà un po’ di produzione, ma in fondo è nato un altro componente della famiglia! Solo per questo gli vogliamo bene.

* in ultimo, bisogna descrivere in breve, soprattutto per i non addetti ai lavori,  il perchè di quella frase -madre comune- in merito alla nascita di una nuova regina in una famiglia. Cercherò di non fare un trattato di apicoltura. All’interno di una famiglia di api vigono dei rapporti di parentela che possono cambiare in base al periodo e a vari fattori. Onde evitare di perderci nei legami si parentela (25% 50% 75%…) ci basti sapere, in linea molto generale, che all’interno di una famiglia l’ape regina è madre di tutte le api presenti. Verso il periodo di aprile, maggio giugno, comincia a salire la febbre sciamatoria e quindi per fondare una nuova famiglia serve una nuova regina. Non è la regina madre che decide di deporre un’uovo speciale, ma sono le operaie stesse che decidono quale uovo di quelli già deposti dalla loro madre diverrà a sua volta una nuova regina. Questo uovo per i primi giorni (6) sarà uguale a tutti gli altri e riceverà in seguito delle cure particolari dalle api. Mentre tutte le uova e quindi la covata dal sesto giorno viene nutrita con miele e polline, l’uovo prescelto per la nuova regina verrà alimentato fino alla fine (15) a base di pappa reale. Quindi per chi non avesse capito ancora non è con la nomina elettorale che un’ape comune diventa regina, ma lo diventa solo in base all’alimentazione che ha ricevuto nella sua fase di sviluppo. Nel frattempo l’altra regina, poichè sta per nascere la nuova, sarà stata messa a dieta dalle api  e sarà a stecchetto altrimenti non potrà alzarsi in volo. Poco prima della nascita della nuova regina la vecchia regina, madre di tutte, lascerà l’arnia con il suo seguito. Quando nascerà la nuova regina questa sarà non una sorella normale rispetto alle altre api, ma una “super sorella” che darà in seguito origine alle sue figlie che sostituiranno le sue sorelle nate dalla vecchia regina ormai andata via….che casino eh????

dott. Luca Cosco

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6 pensieri su “Galeotto fu quello sciame!

  1. bene ora che possiedo da qualche giorno un ronzante essere vivente nel mio giardino, mi preoccupo delle sciamature… sarò pronto? sarò scaltro? guardo tutti i giorni nel melario ma di api neanche l’ombra! non ne è salita nessuna! mah!? 6 telai + un telaio separatore e tre telai nuovi, aspetto ancora qualche giorno per comprendere meglio il lavoro che da millenni, stupisce l’uomo
    ciao Luca
    carletto

    • La salita nel melario è dovuta ad una serie di fattori, alcuni concomitanti altri no.
      Se le api hanno già in mente di sciamare difficilmente saliranno nel melario e nonostante siano salite a melario potrebbero sciamare. Inoltre la famiglia importa nettare nel melario qualora fosse una famiglia forte e vi fosse importazione di nettare.
      Se nella zona non c’è nettare ovviamente le api pensano prima a stoccare tutto nel nido.

      L’apicoltore in questo periodo interviene togliendo settimanalmente le celle reali, in questo modo passata la febbre sciamatoria le api si tranquillizzeranno e tenderanno ad importare più nettare.

      Se ho capito bene hai le api su sei telai ed hanno fra questi sei dei fogli cerei da costruire. La famiglia non mi sembra ancora pronta a salire a melario inoltre se deve costruire la cera sui fogli cerei il miele bottinato verrà utilizzato per la costruzione di cera.

      Puoi provare a nebulizzare i favi del melario con acqua e zucchero per facilitare la salita, se poi nel melario ci sono fogli cerei da costruire ci vorrà ancora più tempo.

      Ancora e non ultimo, puoi provare a non mettere l’escludi regina fino a che le api non abbiano preso il possesso del melario, dopodichè, assicurandoti che la regina sia nel nido, puoi mettere l’escludiregina fra nido e melario.

      Ciao e buona apicoltura!

      • grazie
        stasera qualche ape è salita nel melario, le celle reali sono riuscito a toglierne un po, (protuberanza tipo dattero che sporge dal piano nido, i telai del nido sono 10 in totale, collocato un telaio nuovo dopo quelli del nucleo e poi un diaframma ad escludere gli ultimi due nuovi, le api volano regolari quindi la regina è in casa ma non l’ho ancora vista, l’escludi regina è collocato, è scoppiata la fioritura dell’acacia oggi, devo trovare altre celle reali, non sono in grado di distinguere a che famiglia appartengono, sono neofita
        grazie ancora

  2. ho tolto l’escludi regina pochi minuti fa, e ho notato che il telaio nuovo che ho spostato di un posto dal diaframma lo hanno costruito tutto su un lato molto, attive le signorine, non zucchero per adesso

    • Assolutamente niente zucchero se hai il melario. Rischi di inquinare il miele con saccarosio.
      Con tutta l’acacia che hanno in giro in ogni caso non penso che lo guarderebbero neanche lo zucchero.
      Ciao

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