Arnia autocostruita

arnie autocostruite apicosco Falegnameria era qualcosa di oscuro per me, qualcosa in cui non mi ero mai cimentato.

Oggi con grande soddisfazione -vibrante come direbbe un certo presidente della Repubblica- ho portato a termine un mio progettino: la creazione di un’arnia fai da te, due per la precisione.

Intendiamoci, mancano ancora alcune cosucce di poco conto e facili da costruire: coprifavi, reti del fondo, vassoi, ma nel complesso il grosso del lavoro è fatto (“come disse la mamma di Giuliano Ferrara quando nacque” cit. Benigni).

Mi sono appoggiato su dei melari da cui volevo realizzare delle arnie a “cubo”, ovvero senza portichetto, disponendo però un minimo predellino che negli anni ho notato essere adorato dalle api.

Altri elementi verranno ordinati come ad esempio le porticine o i fondi.

Ho inoltre lasciato i distanziali già presenti nei melari ottenendo in questo modo uno “spazio Mussi”.

IMG432

I due melari sono stati uniti con delle semplici placche metalliche ritrovate nel magazzino di mio nonno dove è facile perdersi nelle varie attrezzature…

La parte più rognosa è stata la fabbricazione del tetto che è avvenuto tramite materiali di recupero quali assi e tavole di legno che sono state verniciate…

Non vedo l’ora di mettere le nuove famigliole nelle nuove arniette…

Le due arnie realizzate con i melari impilati possono essere utilizzate come “arnie a produzione rapida”, ma lungi da me l’idea di sfruttare le apine in tal modo.

Sta per arrivare  inoltre  un’arnia trasparente…………………………………….., anzi no è arrivata proprio oggi!!!

Secondo l’ideatore, Marco, la luce che entra dai due lati ma in particolare dal coprifavo (anch’esso trasparente) stimolerebbe le api rendendole più produttive e docili. Inoltre, cosa importantissima, sarebbe un ottimo contrasto alla varroa il calore che in estate si produrrebbe nel nido grazie ai raggi UV.

Altri elementi positivi delle trasparenze sono il fatto di poter vedere la famiglia in inverno senza sollevare il coprifavo e così via l’ansia apistica delle api invernate (saranno vive? saranno in golmere? saranno lì dentro?…buh…)!

Le api, inoltre, ad ogni visita non subirebbero “lo choc” solare derivante dall’apertura del coprifavo stesso.

Anche in questa non vedo l’ora di metterci  una famigliola…..chi sarà la fortunella?

Luca Cosco

arnia trasparente, glass hive

IMG445

Arnie trasparenti e coprifavi realizzati da Marco che ringrazio, ” theflightofthebumblebee “ http://xoomer.virgilio.it/orwell_1984/apis.htm

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32 pensieri su “Arnia autocostruita

  1. anche per me questo sarà il primo anno circa l’utilizzo di un’arnia trasparente.
    Sono cmq per la sperimentazione e concordo con il Crivelli che le api “dove le metti si adattano di generazione in generazione”.
    E’ chiaro che poi ogni posto ha le sue necessarie varianti e variabili; nel mio caso, ad esempio, l’apiario non è molto esposto al sole quindi la regina non “sparerà” tutte le cartucce come giustamente da te sottolineato.
    Non mi importa poi molto del discorso produzione, certo è un di più, ma voglio vedere se in effetti le api conducano una vita più “sana”.

  2. Ti ringrazio per la celerità con cui mi hai risposto, l’arnia da cui ho preso di spunto è proprio quella dell’apicoltore dove hai acquistato la tua.
    Naturalmente continuerò a seguire le tue pubblicazioni e credo che ti chiederò consigli, anzi a tal proposito ieri ho aperto lo sciame che ho acquistato da un apicoltore della zona che gli ha “sciamato” la settimana scorsa ,
    e in 8 giorni ha già riempito 5 telaini, dove ho visto una cella reale, ora ho il dubbio se devo toglierla oppure no, non vorrei che mi sciamasse lasciando la famiglia un pò a secco, mi sai dare un consiglio.
    saluti Luigi
    P.S. grazie tantissime del file allegato. 🙂

    • Ciao Luigi,
      probabilmente la famiglia sciamata è ancora in “febbre sciamatoria” oppure la regina ha qualche problema e le api vorrebbero sostituirla.
      Controlla se la regina attuale ha una buona deposizione e in tal caso elimina le celle reali.
      Verifica che le celle reali siano posizionate ai bordi dei favi e non in posizione centrale dello stesso (una cella reale in centro al favo è indicativo di una sostituzione di regina, le celle sparse qua e là sono indice di sciamatura).
      Se hai la possibilità di fare nuclei nuovi puoi usare le celle reali anzichè eliminarle.
      Se hai bisogno chiedi pure..
      ciao
      Luca

      • Ciao la cella reale è circa al centro del telaino centrale e credo che non sia di una cella di fuco perché è molto sporgente circa 1 o 2 cm. dal telaino.
        Per fare dei nuclei nuovi ho letto qualcosa nel libro del Crivelli, ma non è meglio aspettare che la famiglia sia più numerosa?

  3. Per la cella reale valuta tu se: fare un altro nucleo, eliminare la cella, eliminare la regina (solo se avesse qualche problema) e quindi far nascere la nuova regina.
    Se non dovessi avere arnie o portasciami puoi utilizzare due melari sovrapposti…

    Si per l’impregnante (mi pare si chiami Impregnante, colore composto da castagno e noce italico o una roba simile). L’importante è che la sostanza non vada all’interno.
    In che negozio lo trovi l’impregnante?
    Ciao

  4. Ciao Marco, benvenuto e spero che continuerai a seguirci.

    Quanto alle tue domande prima di tutto, oltre ad utilizzare il sito e altre fonti online per la comprensione dell’apicoltura è sempre bene, se possibile, iscriversi nelle associazioni dove frequentare dei corsi (l’importanza dei corsi è più che altro rivolta alla conoscenza oltre che delle regole basi, in particolar modo alla conoscenza di patologie -varie ed eventuali- cui far fronte).

    Veniamo alle tue domande.
    ____________________
    1) Non so dove sia collocato il tuo apiario, ma in tutta Italia, più o meno, è il periodo della sciamatura naturale; il fatto di trovare celle, anche una decina è sinonimo di vivacità, vitalità della famiglia, tipica di questo periodo (dagli inizi di aprile fino a giugno a seconda della posizione, latitudine ecc..). Se non si fanno visite/ispezioni settimanali volte ad eliminare le celle reali o gli abbozzi di celle, le famiglie (con la nascita di una o più regine) sciameranno naturalmente e quindi la produzione di miele sarà compromessa. E’ normale che non costruiscano i fogli del melario, o che non vadano proprio nel melario, dato che sciamando una parte delle api decide di “cambiare casa” e non ha interesse ad espandersi in quella originaria. La famiglia che rimane nell’arnia da cui è partito lo sciame avrà la nuova regina e generalmente le api più giovani che dovranno rifare tutto dal principio.L’apicoltore se vuole produrre miele deve intervenire molto prima del processo sciamatorio cercando di “convincere” la famiglia a non sciamare, o comunque intervenendo eliminando le celle reali.
    ____________________
    2)se ho capito bene il tuo dubbio hai paura che non ci sia lo spazio escludi regina e melario.
    Se il materiale che ha è standard (ad es. arnia dadant blatt) hai fatto tutto in modo corretto ovvero: nido + escludi regina + melario + coprifavo + tetto.
    Tra melario ed escludi regina c’è appunto lo spazio d’ape necessario affinchè le api passino (a volte riempono questo spazio costruendo cera che risulterà attaccata tra i telai del melario e la superficie dell’escludi regina).
    ____________________
    3)gli sciami recuperati nel periodo della sciamatura sono molto produttivi e sicuramente possono produrre anche nelle arniette, ovviamente sopra il porta sciame oltre all’escludi regina devi collocare un “melarietto”, ovvero un melario che risulti delle dimensioni dell’arnietta (se la famiglia è molto forte come melario puoi utilizzare un altro portasciami modificato senza fondo o con fondo rimovibile – altra tecnica se hai recuperato due sciami e se sono in due porta sciami vicini puoi mettere un melario da dodici sopra entrambi (melario in comune) o un melario normale (da dieci) chiudendo la parte dell’arnietta sottostante che rimarrà scoperta- altra tecnica è l’arnia a produzione rapida, in pratica metti lo sciame in un melario, metti l’escludi regina e quindi un altro melario che riempiranno praticamente subito, ma bisogna fare attenzione in questo caso poichè la famiglia stoccherà tutto il miele sopra e se porti il melario via e rimangono senza scorte per molto tempo possono morire per fame).

    Se hai altri dubbi chiedi pure.

    Ciao

    Luca

    • Ciao Luca! Ti ringrazio tanto per i consigli, capisco che senza una base ( corsi) o comunque persone che già praticano l,apicoltura al tuo fianco, non sarà molto facile per me imparare subito, ma per come la penso io, se diventerà vera passione e così sembra, farò senz’altro qualche corso per capire un po’ di più, anche se in internet bene o male si riesce a trovare abbastanza materiale, e persone come te a cui piace insegnare qualcosa ai non esperti come me😀.
      Continuerò senz’altro a seguirvi, e credo che non vi farò mancare delle altre domande,
      Grazie ancora anche per l’e-mail
      A presto
      Marco.

    • Ciao apicosco sono marco.
      Avrei un’altra domanda da fare:
      Quando le api sciamano e si posano a grappolo su rami ecc, per quanto tempo stanno lì?
      E un’altra cosa: durante il volo nuziale, e’ possibile che si formi uno sciame su un ramo come fosse una sciamatura?

      • 1) Generalmente il primo volo di sciamatura è transitorio; le api trovano una postazione provvissoria in modo tale che le esploratrici ne trovino una definitiva. Gli sciami possono compiere anche più spostamenti fino alla decisione definitiva. Per l’apicoltore conviene agire subito perchè se in concomitanza alla sciamatura arriva il brutto tempo, come in questi giorni, c’è il rischio che lo sciame muoia per via delle piogge soprattutto se troppo esposto alle intemperie.
        2) No, il volo nuziale avviene solo in volo. Probabilmente quello che hai visto sul ramo è uno sciame molto piccolo (o la regina che compiva il suo volo ha avuto qualche problematica).

    • Un’altra curiosità!
      Ho ultimato la mia arnia semitrasparente,
      Vorrei sapere, se è meglio aspettare il recupero di un nuovo sciame, o posso trasferire una famiglia da un’arnia a l’altra, e se così si potrebbe, vorrei dei suggerimenti a riguardo!
      Grazie ancora
      A presto
      Marco.

      • Ciao Marco,
        nell’arnia trasparente, come in qualsiasi altra arnia, devi travasarvi una famiglia che possa compiere tutte le operazionie e che quindi non sia troppo debole. Questo perchè le nuove arnie presentano delle “irregolarità” (spessori, fori ecc…) che vengono risolte dalle api pian piano tramite la propolizzazione.
        Se vuoi puoi creare uno sciame tu (senza regina o con regina), in questo modo anticipi un’eventuale sciamatura naturale.
        L’unica accortezza è che se nell’arnia trasparente e quindi nella nuova famiglia non collochi la regina dovrai invertire le posizioni delle arnie.
        Questo perchè la famiglia senza regina sarà più debole, ma invertendo la posizione riceverà tutte le bottinatrici e potrà riprendersi.
        Se invece nella nuova arnia metti la regina e parte della famiglia le bottinatrici torneranno nella postazione originaria e quindi non devi operare inversioni di posizioni delle arnie.
        se hai dubbi chiedi pure.

        PS: mi raccomando quando crei uno sciame senza regina, quindi orfano assicurati di: o mettervi una regina nuova magari acquistata da qualcuno o che nei favi della famiglia orfana ci sia covata di almeno tre giorni (con la quale le api si creeranno una nuova regina, meglio le uova appena deposte)

    • Ciao apicosco!
      Anzitutto ( BUONA PASQUA)
      E grazie per i consigli!
      Dilemma del giorno:
      Dovrei recuperare una famiglia di api da un nido costruito all’interno di un pozzetto!
      Come devo agire, visto che il nido non è di quest’anno e quindi all’interno ci sono i favi.

    • Ciao apicosco!
      Sono ancora io!
      Mi sono ritrovato con uno sciame orfano dopo una settimana dal recupero!
      Oggi ho prelevato da due famiglie forti sei celle reali per cercare di evitare ulteriori sciamature, se non che nel giro di una mezzo retta sono nate tutte!
      Visto che avevo quella famiglia orfana, e non avendo materiale per fare nuovi nuclei, ho trasferito la famiglia orfana nella nuova arnia semitrasparente, composta da poche api, in più ho aggiunto un telaino con covata non recente, e vi ho inserito anche le regine appena nate.
      Cosa mi devo aspettare da tutto ciò? E sopratutto quanti errori ho fatto?

      • Ciao Marco,
        quando si creano nuovi nuclei bisogna seguire una rigorosa prassi soprattutto se le nuove famiglie restano nello stesso apiario(sarebbe meglio usare un portasciame, ma va bene anche un’arniain questo periodo con la porticina lato invernale o estivo limitando i fori).
        In linea generale in un nuovo nucleo (che quindi sarà orfano) deve essere collocato in tale ordine: un telaio di scorte (miele polline) un favo di covata OPERCOLATA, un altro favo di covata OPERCOLATA, un telaio con scorte un separè(che simuli la parete dell’arnia).
        Ovviamente sui favi devono essere presenti le api (io non le scrollo neanche, al massimo le nubulizzo con acqua e zucchero).
        Il perchè della covata opercolata è presto detto: la nuova famiglia subirà uno stress iniziale e dando della covata chiusa non avrà problemi nell’accudirla (a parte il calore). Se invece avrà della covata ancora da opercolare dovrà adoperarsi nella raccolta di nutrimento e questo comporta ulteriore stress per una famiglia appena creata, senza regina e con le bottinatrici che in parte torneranno nell’arnia originaria.
        Ovviamente si può, dopo uno/due giorni, collocare una regina acquistata o tua, in gabbietta o anche nello stesso tempo di creazione un favo con cella reale o covata fresca in modo che le api sentendosi orfane procedano all’allevamento di una nuova regina (come hai giustamente fatto le celle si possono delicatamente ritagliare e inserire in un favo).
        Le famiglie create in tale modo vanno successivamente seguite inserendo altri favi con api e covata opercolata o nei casi di assenza di nettare con sciroppo nutriente(con polline o tuorli di uovo, ma adesso se c’è l’acacia non dovrebbero esserci problemi).

        In ultimo inserire una regina appena nata in un nucleo orfano -è capitato anche a me ed è una grande fortuna- è una cosa corretta poichè non ha l’odore e il feromone caratteristico ed è altamente probabile l’accettazione (ma devi essere sicuro che sia appena nata e che non abbia compiuto già i primi voli altrimenti tornerà nell’arnia originaria…tienila d’occhio).

        In questo periodo le celle reali, soprattutto quelle più belle, sono una fonte di ricchezza che l’apicoltore non dovrebbe sprecare, ma anzi utilizzare per creare nuovi nuclei che andranno a sopperire ad eventuali perdite autunnali, invernali o estivi…

        Ovviamente nei limiti del possibile bisognerebbe utilizzare le celle reali di quelle famiglie che rispondono a dei precisi requisiti nel seguente ordine:
        – resistenza alle malattie,
        – buon invernamento,
        – buona ripresa primaverile,
        – buona produttività, ecc ecc…
        Quando la varroa non esisteva gli apicoltori selezionavano le regine solo in base alla produttività, docilità e scarsa tendenza alla propolizzazione; questo ha comportato l’avere stirpi di api deboli nei confronti delle patologie e quindi della varroa.
        Oggi il successo, non facile, in apicoltura è avere api resistenti alla varroa e alle virosi che questa comporta.

  5. Ciao apicosco!
    Sono marco.
    Avrei una domanda!
    Ho letto che l’escludiregina, tra nido e melario, non va messa nello stesso momento che si posiziona il melario, affinché la regina possa salire, altrimenti le api se la regina non sale non cominceranno mai a costruire! E’ così ho no?
    Grazie ciao!
    Ps: probabilmente ho sbagliato e avrai questa domanda anche su un’altra pagina!
    Scusate!

    • Ciao, puoi mettere il melario se hai fogli da costruire anche senza escludi regina, l’unico problema è che quando metterai l’escludiregina dovrai accertarti che la regina sia nel nido, altrimenti rimane nel melario.
      La famiglia se è forte e se c’è importazione va nel melario a costruire anche con l’eslcudi regina, tutto dipende dalla quantità di nettare e dalla forza della famiglia.

      • Ciao apicosco!
        La mia arnia trasparente, a quattro facciate in plexiglas non è stata un vero successo, appena è arrivato il caldo mi ha fuso la c’era e fatto così cascare quasi tutti i favi!
        Ho dovuto realizzare due sportelli scorrevoli sulle facciate laterali.
        Peccato che tutto ciò mi ha reso una famiglia debole che ha addirittura sciamato con un pugno di api.
        Ora sembra si stia riprendendo, purtroppo non avrò il piacere di assaggiare il loro miele per quest’anno!
        Ma va bene comunque, e’ stata una nuova esperienza.
        Volevo farti una domanda!
        A maggio avevo comprato una nuova regina per corrispondenza, e mi è stata spedita un po’ in ritardo, essendomi arrivata l’altro ieri!
        Non so se sia un buon periodo ed in più non mi trovo famiglie orfane ora!
        Ti chiedo dei consigli su come agire nel collocamento della nuova tronista!
        Aspetto tua risposta
        Grazie in anticipo!

    • Ho voluto provare questa regina ordinata dalla Danimarca, ma sono preoccupato per il successo della manovra!
      Nei favi che prenderò dovrà esserci solo scorta o anche covata?
      La regina devo metterla così com’è o devo bagnarla col miele o con cos’altro?
      Va bene un’arnia da 6 o è meglio una da dieci telaini?
      Conviene nutrire la nuova famiglia o no?
      Scusa se ti stresso con tutte queste domande!

      • Ti sconsiglio di “importare” api dall’estero (che razza è? caucasica, carnica? ligustica?), rischi di “inquinare” la genetica non solo delle tue future famiglie, ma anche quelle del vicino sopratutto se è uno che ci tiene alla razza pura ligustica (e io sono uno di quelli che si incazzano se so che importano roba da chissà chi).

        Ad ogni modo devi creare il nuovo nucleo con 1/2 favi di scorte (miele e polline con su le api) due favi di covata (in questo caso se inserisci la regina non ha tanta importanza se opercolata o meno) e api.

        Creato il nucleo (appena fatto e collocato tappa l’ingresso con erba fresca per evitare che le api escano per almeno 2 giorni, l’erba la eliminano piano piano loro e al terzo giorno libera l’entrata) attendi almeno un giorno per l’inserimento della regina con gabbietta.

        Nella gabbietta ci sarà (immagino): regina, qualche operaia, un po’ di candito.

        Quando inserirai la regina dovrai togliere il tappo di chiusura per permettere alle api e alla regina di congiungersi gradatamente (le api consumano il candido e a poco a poco si avvicinano alla nuova regina).

        prima di inserire la regina con gabbietta puoi sporcare letteralmente la gabbietta con miele oppure con acqua e zucchero…fai l’operazione verso la sera e attento ad eventuali saccheggi se usi miele o sciroppo.

        Se nella gabbietta non c’è il candito puoi inserire la gabbietta con la regina dentro il nuovo nucleo fin dall’inizio ma senza aprire la gabbietta; ti recherai in apiario dopo 2 giorni e libererai la regina dalla gabbietta nebulizzandola con un po’ di acqua e zucchero in modo che gli eventuali odori si confondano e le api la lecchino…

  6. Ciao Luca, vorrei porti una domanda, nell’arnia trasparente che hai acquistato il coprifavo è trasparente, ma anche il tetto è trasparente oppure è normale?
    Perché oggi nella mia zona, verso le tre del pomeriggio, era molto caldo e le apette erano in gran parte fuori sul predellino e quelle all’interno si erano spostate dalla parte alta dei telai a quella bassa (é un getto che ho recuperato e da tre giorni l’ho trasferito nell’arnia trasp.), a questo punto ho collocato sopra al tetto dell’arnia dei pannelli isolanti che avevo e dopo un oretta erano tornate alla normalità. Non vorrei che anche il tetto trasparente come ho fatto io sia troppo aperto e quando ci sono dei giorni di gran caldo possano soffrirne troppo.
    Ciao Luigi.

    • Ciao Luigi, la trasparenza va bene ma troppo no. Le pareti in plexy della mia arnia sono si trasparenti, ma sono a doppia parete in modo tale da non creare effetto serra. Anche in tal modo cmq i raggi del sole possono creare un calore eccessivo all’interno dell’arnia (la tua ha sia il tetto che il coprifavo trasparenti? se si è sicuramente eccessivo) in particolare se la parte trasparente è rivolta a mezzo giorno. Ti conviene utilizzare un tettuccio normale o cmq mettere sopra il tetto che hai realizzato un pannello di legno o qualcosa che non faccia arrivare i raggi solari in maniera troppo diretta e/o eccessiva (magari anche un compensato o un polistirolo delle dimensioni del coprifavo). Se mi mandi delle foto dei particolari dell’arnia riesco a capire meglio. Se cerchi anche nel libro del Crivelli, lo stesso autore dice che il miglior effetto si ottiene con due lati trasparenti perchè troppi sono eccessivi. il coprifavo trasparente serve più che altro come trattamento termico -di qualche minuto- e per vedere le api in inverno o per capire se sono salite a melario.
      Ciao
      Luca

      • Ciao Luca, si il tetto e il coprifavo sono trasparenti, le pareti del plexi sono a doppia camera come la tua, quindi mi consigli di chiudere il tetto? ti mando per e-mail al foto che mi hai chiesto.
        Grazie della risposta ciao Luigi.

  7. Ciao Luca scusa se non ti ho più scritto ma il P.C. si è svampato(a causa di un fulmine) e ho perso un sacco di dati e indirizzi e quindi ho dovuto ricercare tutto,mi hanno detto che bisogna cominciare la cura preventiva contro la Varroa nel mese di Agosto e proseguire x tutto il mese, la domanda che ti pongo è la seguente : con quale prodotto bisogna curare è vero che deve essere fatta in questo periodo?
    Poi ti volevo dire che uno sciame che ho messo nell’arnia trasp. in settimana prossima mi darà il mio primo miele te lo dico perché ne sono molto orgoglioso e anche perché grazie anche per i consigli che mi hai dato che ciò è potuto succedere, quindi ti volevo rendere partecipe del mio piccolissimo successo.
    Un grosso salutone e grazie di tutto ciao Luigi. 🙂

    • Ciao Luigi felice per te e per il tuo primo miele tanto sudato!

      per il pc mi raccomando quando non sei in casa anche senza fulmini meglio staccare le prese e tenere i dati importanti in un hd esterno…

      tornando in tema direi che la domanda dovresti farla in un post diverso tipo varroa o trattamenti visto che qua siamo nel campo della falegnameria 🙂 ma ormai siamo qua e ti rispondo.

      per i neofiti è più facile usare gli evaporanti in gel o strisce tipo apiguard, apivar, apilifeguard ecc… io da anni come consiglio nelle lezioni utilizzo il metodo del blocco di covata o della asportazione seguiti dal trattamento con Apibioxal(a base di acido ossalico) (se cerchi nel sito troverai entrambi gli argomenti e le modalità per eseguirli correttamente, ma anche su google trovi molto materiale).

      se decidi di usare gli evaporanti o le strisce puoi chiamare in associazione e chiedere cosa gli sia rimasto, altrimenti puoi ordinare i prodotti anche su alcuni siti.

      se vuoi invece fare blocco di covata o asportazione con trattamento apibioxal ma non te la senti di farlo da solo io faccio anche assistenza e possiamo metterci d’accordo.

      visto che sei alle prime armi ti consiglierei per praticità, efficacia, costi, ecc gli evaporanti che puoi anche reperire sui siti in caso in associazione ALPA non dovessero disporne…

      ciao fammi sapere…

      Luca

  8. ciao a tutti,
    purtroppo solo stamani ho scoperto questo sito e questa conversazione che devo dire mi ha illuminato su molte questioni. Complimenti! Credo che la collaborazione tra apicoltori sia fondamentale per progredire su questo campo e salvaguardare le nostre piccole operai. Sono rimasto colpito dall’arnia trasparente ma da quanto ho capito il libro che ne tratta nello specifico non si trova in commercio. Volevo sapere però i risultati e come vi siete trovati. Grazie infinite e scusate per l’intromissione. Stefano

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