Visite preinvernamento

L’annata apistica 2013 volge al termine.

Nonostante il clima poco favorevole e qualche perdita primaverile le famigliole hanno superato bene tutte le difficoltà, sperando in un clima migliore e più stabile per la prossima annata.

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Il miele di quest’anno è rappresentato da un bel trittico mai ottenuto negli anni precedenti: Acacia, Castagno e Miele con polline!…….. Merito delle api?……Merito dell’apicoltore?….Il merito è sempre delle api…sempre e comunque, ma l’apicoltore deve seguire metodicamente lo sviluppo e l’evolversi delle famiglie. Oggi per essere apicoltori bisogna avere un grande senso di rispetto e responsabilità. Personalmente inorridisco nel vedere le apicolture intensive e/o industrializzate, così come per qualsiasi tipo di allevamento animale. L’uomo futuro a mio parere deve riscoprire il piacere e il contatto con la Natura, la sua vera ed unica Madre…

Prendiamo ad esempio il miele in quanto alimento; quando lo assaggiamo cosa si prova? Il miele è una sostanza incredibile, paradossale se vista dal punto di vista fisico chimico; possiamo definirlo come la sintesi semplice di una porzione estesa e complessa del nostro territorio dal quale proviene. In parole povere quando assaggiamo un miele non stiamo assaggiando un mero alimento, ma stiamo assaggiando una parte complessa e riassunta dell’ambiente circostante; stiamo assaggiando la nostra terra. Quale altro alimento potrebbe avere una caratteristica simile?

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E’ da un po’ di anni che si sente dire in giro che non esistono più le mezze stagioni e animali sensibili all’ambiente come le api sono le prime sentinelle che avvertono i problemi di questo pianeta terra ammalato.

Nel ciclo naturale della vita degli imenotteri il picco di covata massimo si ha in tarda primavera inizio estate per poi cessare definitivamente nei periodi freddi.

Con le temperature , pardon il termine, sballate di questi ultimi anni la situazione potrebbe capovolgersi; si potrebbero avere inverni caldi ed estati fredde, o inverni troppo freddi ed estati troppo secche che comprometterebbero in maniera drastica l’equilibrio di questi insetti già molto corrotto dai disastri che la bestia uomo ha consumato in anni e in anni di rincorsa sfrenata al mero e miope guadagno.

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A questo proposito vengono in mente antichi detti delle popolazioni native americane come i Sioux o altre. I nativi americani (quelli veri!) rappresentano la massima integrazione con l’ambiente e il rispetto che essi portavano per la loro terra oggi è solo storia da raccontare:

“Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su sé stessi”

“La terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra”

“Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso”

“L’uomo bianco considera la vita naturale degli animali come quella del nativo su questo continente: come un fastidio. Non c’è alcun termine nella nostra lingua con il significato di fastidio”

“Per voi uomini bianchi il Paradiso è in cielo; per noi il Paradiso è la Terra. Quando ci avete rubato la Terra ci avete rubato il Paradiso”

“Che cos’è la vita? Lo sfavillare di una lucciola nella notte. Il respiro sbuffante di un bisonte nell’inverno. La breve ombra che scorre sopra l’erba e si perde dentro il sole”

“Ogni cosa è sacra. Ogni cosa vive. Ogni cosa ha una coscienza. Ogni cosa ha uno spirito”

” La rana non si ingozza mai di tutta l’acqua dello stagno in cui vive”

“Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli”

“Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”

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Non dilungandomi troppo sui bellissimi detti Sioux ritorniamo al tema del post, ovvero la visita pre invernamento!

Tutti noi apicoltori sappiamo quanto è importante invernare bene le nostre famiglie evitando di lasciare loro favi che non utilizzerebbero, mentre alle famiglie bisognose a cui mancano scorte si somministrerà (alla sera per evitare saccheggi) una soluzione tiepida di acqua e zucchero 1:2 con aggiunta di aceto e/o limone per far si che le api, tramite un processo chimico detto “invertasi”, riescano ad assumerlo e digerirlo meglio (le api si nutrono di miele che è costituito da fruttosio e glucosio, lo zucchero normale è saccarosio e la reazione con il limone o l’aceto scinde il saccarosio in fruttosio e glucosio).

La visita preinvernale consente quindi di lasciare alle api i favi più belli e carichi di miele, spostare verso l’esterno i favi più brutti e che hanno tre anni di vita ( favi molto scuri quasi neri; se non sono segnati basta metterli contro la luce del sole per vedere se passano i raggi o meno) che andranno poi tolti nelle visite successive.

Una famiglia può essere invernata bene anche su 5/6 telaini.

Ovviamente ricordiamoci di stringere il nido e la camera di covata con l’ausilio di diaframmi separè che simulino la parete dell’arnia.

Attenzione: MAI lasciare favi di covata esterni o comunque adiacenti alle pareti dell’arnia poichè a causa dei freddi improvvisi la covata ivi contenuta potrebbe perire perchè non sufficientemente accudita dalle api rifugiatesi in glomere.

In questo periodo per la prevenzione contro il Nosema è consigliabile somministrare una soluzione di zucchero e aceto 1:1 gocciolando 5 cc interfavo con l’ausilio di una siringa come per il trattamento a base di Apibioxal.

Inizia anche il periodo per cominciare a progettare e fare lavoretti manuali per il prossimo anno.

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