11 febbraio 2013 … Lavori nel mese di febbraio…

DSC_0845

 

Febbraio è un mese cruciale dal punto di vista climatico. Si alternano giornate fredde e miti, a volte di neve
e pioggia, e a volte con sereno rigido, vento, e brinate notturne. La preoccupazione maggiore deve
riguardare la presenza di adeguate scorte, e la coibentazione che isoli l’interno delle arnie dalle escursioni
termiche. Il benessere delle colonie, con buona e stabile termoregolazione, è condizione necessaria nella
delicata fase di ricreazione del nuovo nido di covata. Con il graduale rialzo termico esterno, tra i 12 -15
gradi °c., riprende l’attività delle bottinatrici che si fa più costante e intensa nelle ore centrali delle giornate
soleggiate, ora più luminose e lunghe. Erbe, arbusti, e piante aprono ai pronubi le loro infiorescenze di
preziose essenze, di teneri pollini. Di nuovo disponibili sono le cere di propoli che il tepore fonde dalle
gemme e dalle ascelle degli arbusti. Nelle postazioni più soleggiate gli alveari allentano il glomere e
riprendono la fervente attività liberando le operaie per il riassetto e il governo dei favi. Le api nutrici
stimolate dal consumo di polline fresco riattivano le ghiandole ipofaringee e nutrono con abbondante pappa
reale la regina che, a sua volta, riprende la ovideposizione, preludio e premessa di primavera.
• Avversità climatiche: Dobbiamo temere in questo periodo il maltempo e l’umidità, non il freddo
asciutto costante. Se trovassimo acqua nel cassetto dovremmo intervenire per eliminare l’umidità
eccessiva e le cause : (Infiltrazioni per difetto dell’arnia, inclinazione negativa, o errata disposizione del
nostro apiario).
• Osserviamo:- la frequenza di volo delle api bottinatrici di polline di ogni alveare;
• Classifichiamo la loro forza e validità: – in relazione al numero dei favi popolati, (enumerabili dalle
strisce dei residui sul fondo del cassetto); – in relazione alla frequenza dei voli utili per minuto delle
api bottinatrici attive,(ritorni con bottino di polline).
• Distinguiamo le colonie più vitali : Interessante poter valutare la frequenza, la costanza, la durata di
volo nelle ore meno soleggiate(inizio dei voli al mattino presto).
• Appuntiamo i dati su una scheda : ( da fissare con due gocce di colla vinilica all’interno del coperchio
per averlo a disposizione in posizione riparata, ideale per registrare i nostri interventi nelle visite
settimanali).
• Presenza di covata: nel nostro territorio in questo periodo in postazioni soleggiate e ben esposte, le
famiglie meglio popolate presentano già covata opercolata su due favi. Inizia l’avvicendamento delle api
nascen- ti con quelle autunnali, assecondate dall’andamento climatico e dalle nuove risorse .
• Nutrizione: è ancora presto per la nutrizione liquida, si può intervenire più utilmente con candito,
meglio se proteico, in soccorso di colonie “leggere” di scorte. Facile la valutazione comparata tra colonie
sollevando la parte posteriore dell’arnia.
Ci siamo limitati ad osservare e ad intervenire, sinora, solo esternamente con:
-lettura e pulizia periodiche del fondo del cassetto;
– aggiunta di un pane di candito sopra il coprifavo delle colonie bisognose di integrazione scorte;
-coibentazione con cartone, giornale intero, foglio di carta catramata tra tetto e coprifavo.

• Visite: In una bella giornata di sole possiamo visitare brevemente le colonie alzando il coprifavo per
spostare all’esterno del diaframma i favi spopolati, e così velocemente ricompattare in un volume più
adatto e confortevole le famiglie che, ridimensionate dall’inverno, avranno meno difficoltà a ripartire e a
svilupparsi. Valutiamo la consistenza delle nostre colonie sul numero di favi presidiati.
Riuniamo quelle sane con regina esausta di dimensione insufficiente.
• Regine valide: occorre dalle prime visite accertarci della sanità ed efficienza delle regine che condizioneranno direttamente lo sviluppo delle colonie. Dove troveremo regine incerte, dall’aspetto fisico
precario, prive della normale peluria, lucide e scure, dalla covata scarsa o a mosaico, è bene orfanizzare
e riunire la famiglia a nucleo con regina giovane e sana. Le api che aggregheremo faranno da volano per
accelerare lo sviluppo della nuova famiglia.
• Orfanità: In questo caso le api rimaste si dovranno riunire su favi sanitizzati a colonie deboli con regina
sana.
• Malattie della covata: colonie vive e inattive andranno visitate attentamente per porre una tempestiva
diagnosi sulla loro sanità o sul loro stato di orfanità. Nel primo caso, se con malattie della covata, si
dovranno sopprimere tempestivamente, allontanando e sterilizzando l’attrezzatura, distruggendo i favi
con il fuoco.(consultare il tecnico apistico dell’Associazione)
• Varroa destructor: particolare attenzione dovremo dedicarla alla ricerca e monitoraggio della quantità
di varroe cadute nel cassetto. Se i ritrovamenti saranno positivi,ad ogni controllo settimanale, dovremo
intervenire con un efficace trattamento acaricida “invernale”,(è ora disponibile l’Apibioxal senza ricetta
veterinaria). Ogni posticipazione ci costerà cara perché aumenterà l’infestazione presente, con crescente
impossibilità al risanamento, e favorirà l’esposizione di altre colonie alla reinfestazione.
In Magazzino
• Inventario materiali, attrezzatura apistica: Il tempo invernale è propizio per fare l’inventario dei favi
riutilizzabili, da sterilizzare. Ripulire, restaurare, sterilizzare le arnie vuote recuperate in apiario. Il mese
di marzo si avvicina, occorrerà preparare sin d’ora nuovi telai da nido armati e provvisti di nuovi fogli
cerei per assecondare lo sviluppo dei nidi di covata.
• Dotazione attrezzatura: è necessario valutare da subito l’attrezzatura valida residua da riutilizzare e
quella eventualmente da sostituire. Impostare programma funzionale per la conduzione degli apiari in
corso d’anno. Se decideremo di adottare nuove tecniche apistiche,(ad es.: blocco di covata) calcoleremo
il materiale occorrente e quello mancante da acquistare. Questa l’ attrezzatura che ogni anno è soggetta
al maggiore adeguamento o a sostituzione: Arnie; melari; telai da nido; telai da melario; fogli cerei;
filo di armatura; escludi regina; gabbiette a passaggio d’ape; presidi sanitari.
• Interpelliamo la nostra Associazione:
Gli acquisti collettivi sono più convenienti di quelli individuali, e per arnie, presidi sanitari,
probabilmente anche inseriti in un programma regionale di cofinanziamento (), che prevede parziale
rimborso della spesa!
Buon lavoro!!

 

dal sito: alpamiele.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...