Unione di famiglie…

Il tempo è un po’ strano in questi giorni; freddo, caldo, vento, pioggia… .  Le api sono passate praticamente in un giorno dal glomere ai voli di orientamento come se fossimo in marzo inoltrato o agli inizi di aprile.

I melari non sono stati ancora tolti, ma ho dovuto comunque fare una piccola operazione, tant’è che le famiglie da 10 sono attualmente 9. L’ultima arrivata, ovvero quella che avevo recuperato da una sciamatura in giugno/luglio, ha visto le sue unità ridursi poco a poco, vuoi per il clima, vuoi per la poca importazione e vuoi soprattutto per vespe e calabroni che a fine agosto hanno avuto il massimo sviluppo (nonostante cerchi ogni tanto di abbatterne qualcuno con la mia fidata racchetta da tennis)

Per cui ho deciso di unirla all’arnia I in modo tale da avere una famiglia più robusta e in modo tale che siano le api a decidere quale sia la regina più forte e sana, anche se capita di rado che due regine convivano insieme deponendo uova fino all’ultimo telaino (cosa rarissima in questo periodo).

Ho eseguito la missione senza procedere come indicano tutti gli apicoltori, ovvero utilizzando il metodo del giornale*. Secondo la mia esperienza basta nebulizzare un po’ di acqua zuccherata perché si uniscano gli odori delle famiglie e per stimolare il “bee groaming” (un po’ come fanno le scimmie quando si spulciano fra loro) creando un contatto fisico tra le diverse unità.

Recentemente abbiamo ricevuto una gradita visita da parte di alcuni amici di mia sorella appassionati di natura e di miele, ovviamente! Non sia mai che si iscrivano alla nostra associazione per decidere un giorno di avere anche tutta per loro una piccola famigliola di apine così piccole ma così utili all’ambiente.

Anche la piccola osi è venuta a darmi una mano…, anche se avrebbe preferito continuare a giocare nel lavandino….

* Piccola nota: il metodo del giornale lo trovo poco “bio” in quanto si introduce carta stampata con inchiostro che, seppur in minima parte, va a erogare determinate sostanze estranee al microclima dell’arnia, oltre al fatto che non si tratta di un materiale naturale. Sarebbe più opportuno usare della carta da fornaio possibilmente senza scritte o stampe, ovvero il più naturale possibile.

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