Il “blocco” della covata

Si avvicina luglio, si avvicina il periodo dei trattamenti sanitari per ridurre al minimo il numero di varroe presenti nell’alveare. Poichè la deposizione delle regine verso l’autunno tende a ridursi drasticamente, la varroa viceversa è al suo massimo sviluppo. Se l’apicoltore non vuole perdere le sue preziose amiche dovrà armarsi di pazienza ed ingegno per evitare che il terribile acaro le distrugga o comprometta irrimediabilmente la situazione.

I metodi sono vari e si appoggiano su una serie di prodotti, ma uno dei migliori è sicuramente il blocco della covata. E’ una tecnica biomeccanica che a seconda dei casi può evitare all’apicoltore di utilizzare prodotti chimici.

I primi blocchi di covata venivano realizzati tramite delle piccole gabbiette in cui la regina veniva “imprigionata” per 21/24 giorni impedendole di covare. In questo modo una volta sfarfallata tutta la covata e con essa le varroe, l’apicoltore interveniva e trattava con prodotti chimici.

https://i2.wp.com/www.etnamiele.info/public/2011/articoli/prodotto.jpg

(esempio di gabbietta per il blocco totale della covata)

Il blocco della covata che preferisco è quello che definisco parziale; parziale poichè in realtà non si impedisce alla regina di covare; la si confina in un unico favo (sul quale lad esempio si trova) impedendole di covare negli altri e dopo 26 giorni (secondo le ultime ricerche il lasso di tempo migliore, cit. , dott. Nanetti, CRA-API – Bologna) si procede alla liberazione della regina con pedissequo trattamento di apibioxal gocciolato e alla distruzione del favo/telaino in cui la regina ha deposto, poichè la carica di varroe per celle sarà elevatissima (6 o più varroe per cella).

Il blocco parziale si può realizzare in vari modi e ne descriverò due in particolare per chi non avesse dimestichezza nel manipolare con le mani la regina, a voi la scelta!

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I METODO

Blocco nel melario

I) Si preleva il telaino su cui si trova la regina, si colloca tra il nido e il melario vuoto un escludi regina e si colloca il telaino con sopra la regina nel melario, appoggiando le orecchiette del favo nella sezione più esterna –  sinistra o destra- e la base di esso dall’altra, risultando così inclinato in diagonale [ / ].

PRO: costo zero poichè si usa il materiale a disposizione dell’apicoltore, la regina non viene manipolata, rapidità di esecuzione.

CONTRO: la regina potrebbe risultare troppo lontana da nido e le api al di sotto potrebbero  crearsi un’altra regina, bisogna utilizzare un melario vuoto e quindi non è possibile utilizzarlo per fare miele con quella famiglia. Le api potrebbero creare delle costruzioni particolari nel melario. Impossibilità di ulteriore raccolto.

(occorre: 1 melario vuoto, 1 escludi regina)

II METODO

Blocco nella cornice (o gabbia)

II) Bisogna costruire una cornice che racchiuda ermeticamente il telaino su cui troviamo la regina e una volta sigillato andrà riposto al centro del nido. Per la costruzione delle cornici allego una mia foto e dei video in cui descrivono la metodica.

PRO: la regina rimane nel nido e quindi le api soffrono meno la eventuale orfanità in quanto il feromone reale circola nel nido, la regina non viene manipolata, è possibile continuare a raccogliere miele con i melari.

CONTRO: ci sono dei costi, minimi, per la costruzione delle cornici che possono essere fatte usando materiale già in possesso dell’apicoltore, le cornici devono essere chiuse ermeticamente intorno al favo su cui si trova la regina e spesso su questo si presentano ponti o costruzioni di propoli e/o cera che possono complicare l’operazione. Il favo può essere recuperato se in buono stato pulito, igienizzato e infine collocato nel nido. Metodica buona per chi possibede poche famiglie, molto laboriosa e macchinosa anche se molto efficace.

(occorrono: cornici e reti con maglia a misura d’ape tipo escludi regina, un po’ di manualità per la costruzione delle cornici in legno, rete maglia 4×4 – 5 mm, sparapunti o chiodini)

Esistono in commercio delle gabbie metalliche dal costo però elevato.

Ricordo a tutti che le gabbie possono essere costruite in vario modo e secondo l’ingegno dlel’operatore, ad esempio usando telaini da melario, fondi di cassette di frutta ecc…ecc…

DSC_0634

*****

Risultano entrambi degli ottimi metodi con i loro pro e contro, ma rispetto al blocco totale consentono di “raccogliere” tutta la varroa in quell’unico telaino e quindi di portarla via terminato il blocco evitando che le api sani vengano quindi parassitizzate.

 Ecco la cornice in cui si inserisce il favo su cui la regina continuerà a deporre.

Ecco la cornice all’opera!

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Il blocco della covata e i vari trattamenti  vanno fatti verso luglio o agosto e non più tardi per ovvie ragioni, come la presenza dei fuchi in autunno che potrebbe compromettere la fecondazione di una regina nata troppo tardi. E’ consigliabile, bloccare la regina nei primi giorni di luglio per poi liberare la regina nei primi giorni di agosto ad esempio.

Per facilitare le operazioni marcate le vostre regine dalla primavera in poi per velocizzare l’operazione di ingabbiamento.

E’ possibile in questo modo fare dei blocchi in inverno o agli inizi della primavera per abbattere la varroa già sul nascere…

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20 pensieri su “Il “blocco” della covata

  1. Ciao. Trovo molto interessante il sistema della gabbia in rete. Non ho provato e volevo chiederti se ci sono problemi poi per inserirla nell’arnia in quanto i distanziatori mi sembra non diano tante possibilità di inserire spessori più grandi di quelli del telaio. Puoi dirmi se è possibile comunque o se i distanziatori costituiscono un problema?
    Grazie mille

    • Ciao Stefano,
      innanzitutto grazie per il commento che insieme agli altri aiutano a far crescere il blog e le conoscenze di tutti.

      Ciò detto veniamo a noi. Tenuto conto che ognuno fa le proprie esperienze personali in tema di gabbiette per il blocco (blocco totale con gabbiette minuscole che io sconsiglio, o blocco parziale come nel caso di gabbie più grandi; ad esempio con cornice), se vuoi costruirti le cornici così come ho fatto io (spero a breve di pubblicare un video in un cui tramite altro tecnico della associazione mostriamo come eseguire l’operazione), per poi inserire la gabbia devi collocarla possibilmente al centro del nido.
      Come giustamente osservi i distanziatori non permettono un inserimento di un “favo” così grosso, quindi il trucco consiste nel piegare delicatamente le orecchiette in metallo dei distanziatori centrali e collocarvi sopra il telaio/gabbia in modo che risulti perfettamente centrato ed equi-distanziato con gli altri telai/favi.
      Con questo metodo si ha una possibilità bassissima di non accettazione delle regine a differenza del blocco totale in cui la regina oltre ad essere claustrata un uno spazio incredibilmente limitato, può continuare a deporre (e quindi tutte le varroe si concentreranno in quel favo che bisognerà ovviamente distruggere, quindi il metodo può essere utilizzato se si vuole eliminare qualche favo vecchio del nido).
      Se hai dubbi non esitare a chiedere

      • Grazie a te.
        L’anno scorso (mio anno “di prova” da apicoltore), ho confinato la regina in un telaino da melario chiuso da un lato con del legno e dall’altro con una porzione di escludi-regina. All’interno avevo messo un pezzo di foglio cereo. Il tutto posizionato a lato dell’arnia. Questo l’ho fatto su indicazione di un apicoltore del luogo, però, con tutto il rispetto nei suoi confronti, la cosa non mi ha convinto molto per svariati motivi, primo fra tutti il fatto che la regina fosse costretta a deporre in un pezzo di foglio cereo tra l’altro ancora da costruire. Un altro motivo era il fatto di dovere maneggiare la regina e, sinceramente ho un gran timore di fare danni. Adesso proverò questo metodo che mi sembra molto valido sotto molti aspetti. Appena posso ti terrò informato sugli sviluppi.
        Grazie mille per la gentile risposta e complimenti per il tuo blog, che ho scoperto da poco ma che non esiterò a consultare.

      • Certo, le gabbiette possono essere realizzate in vario modo, ma dissento nella maniera più assoluta sul fatto che tale gabbietta vada messa a lato del nido, anzi questo è il metodo per la produzione delle regine inducendo la famiglia , una parte di essa più lontana dal ferormone reale, a creare celle reali.

        Nella costruzione/utilizzo delle gabbie/cornici l’elemento focale da tenere in considerazione è la circolazione del ferormone reale, senza il quale la probabilità di non accettazione della regina è alto così come una possibile sciamatura della famiglia nel periodo del blocco.
        qualsiasi tipo di gabbia va collocata nel centro nel nido in modo che tutte le api bene o male possano avere un contatto diretto o indiretto con la regina e il suo “odore”.
        Questo tipo di gabbia/cornice che io ho usato e che usano molti apicoltori (vedi Adolfo Percelsi, Marco Moretti e altri su youtube) è sicuramente un buon metodo per chi detiene alcune unità di alveari (fino alle 20 o 30).
        Per chi ne ha molti (100,400?!!) penso che la tecnica diventi molto laboriosa e lunga in termini di tempo.

        Prima o poi (te lo assicuro anche perché ti verrà la voglia o per qualsiasi altro motivo) prenderai le regine con le mani, dalle loro ali (a mani nude o tramite guanto -tipo lattice o quello per lavare i piatti- ma ci sono altre tecniche come usare un pennello da disegno pulito intinto nel miele e con esso prendere la regina…) e potrai fare diverse operazioni.

        Le gabbiette puoi costruirle in maniera diversa, questo della cornice è un ottimo metodo per poi eliminare telai/favi da nido un po’ vecchi o informi.. Quini per alcune famiglie potrai usare un metodo o un altro a tua scelta.

        altri tipi di gabbiette prevedono una parte chiusa su cui poggiare, incollare, appuntare un cereo che le api prontamente costruiranno per permettere alla regina di covare.

        tieni presente che con la cornice dovrai essere sicuro del fatto che sia ermetica una volta chiusa, quindi nei favi più brutti ti dovrai adoperare con la leva o altro strumento a ripulire quelle eventuali superfici che creerebbero problemi per la chiusura della stessa.

        Esiste poi un tipo di gabbietta, la gabbietta cinese, che permette di inserire la regina al suo interno senza manipolarla. lo svantaggio è che in questo caso si avrà un blocco totale, i vantaggi sono che tale gabbietta puoi collocarla sopra i telai nel nido con coprifavo al rovescio e che appunto non si manipola la regina in quanto la gabbietta formata da tante asticelle permette, una volta sfilata una di queste, di appoggiarla sul favo e sulla regina, la quale una volta aggrappate alle pareti verrà rinchiusa infilando di nuovo l’asticella sfilata in precedenza (c’è anche un video mi pare cerca blocco covata apicoltura Moretti).

        PS: circa i consigli degli anziani per quella che è la mia piccola esperienza posso dirti di osservare, assimilare, ma non seguire tutto alla lettera, perchè oggi in apicoltura bisogna essere molto, anzi super aggiornati e molti apicoltori della vecchia guardia non si documentano su internet che, per me come per te immagino, rappresenta una fonte inestimabile di conoscenza (come i forum per esempio). (se sei su facebook ci sono molti gruppi di apicoltori)

  2. Allora. Ho preparato le gabbie per fare il blocco della covata. Sabato andrò in apiario a eseguire l’operazione. La costruzione della gabbia è abbastanza semplice. Magari prima di sabato farò una prova per vedere se riscontro problemi operativi. Comunque ti ringrazio per il consiglio. Anche io, come te, ho il massimo rispetto per l’esperienza dei più anziani, ma l’utilizzo di Internet mi ha permesso di conoscere una moltitudine di apicoltori pronti a condividere quello che hanno imparato. Poi bisogna adattare il tutto alla propria situazione, ma almeno hai una visione ampia delle possibilità. Ti terrò aggiornato sugli sviluppi. Grazie ancora.

  3. Il 7 luglio ho ingabbiato la regina in un telaino da melario( chiuso da un lato e con escludiregina dall’altro) e posto poi nel nido .A distanza di una settimana le api hanno costruito un favo naturale sotto questo telaino e depositato nettare ma ancora non hanno lavorato il foglio cereo dove la regina dovrebbe deporre .Mi sembra che qualcosa non proceda bene sul fatto che non abbiano ancora costruito nel foglio cereo nel telaino dove la regina e’ ingabbiata .

  4. Ho fatto il blocco al 30 giugno. Adesso mi sembra stia procedendo tutto bene. La regina continua a deporre nel telaio ingabbiato e piano piano il resto dei favi stanno sfarfallando. Hanno cominciato ad importare in questi ultimi dieci giorni. Stavo pensando che forse sarebbe stato meglio stringere un pò il nido man mano che si liberava dalla covata in modo da far portare a melario un altro pò di miele visto che quest’anno hanno fatto poco o niente. Comunque mi sembra stia procedendo tutto al meglio. Finora mi sono trovato veramente bene con questo sistema. Ora comincio a mettere gli api scampo e la settimana prossima eseguirò il trattamento dopo aver liberato la regina. Una domanda: adesso l’importazione inizierà a calare, però volevo rimettere su i melari per una eventuale melata. Dopo quanti giorni dal trattamento si possono rimettere i melari?
    Grazie

  5. Ciao, mi sono imbattuto in questo blog, ed essendo molto interessante non mi esimo dal chiedere informazioni, visto che sono un neo apicoltore da pochi mesi.
    Ho due famiglie, e sono al punto di fare il trattamento antivarroa, pensavo di procedere con l’api life var per non dover manipolare la regina, e a tal proposito aspettavo di togliere i melari a giorni. avendo però letto il tuo blog mi viene voglia di provare il metodo del blocco su favo con cornice e rete.
    sono ancora in tempo secondo te? ho le api a circa 200m slm nel primo entroterra ligure di levante…
    grazie per la risposta,

    • Ciao Gabriele, spero continuerai a segurci.
      Per quanto riguarda il blocco sei in tempo; non andrei oltre luglio per ovvi motivi (mancanza di fuchi per nuove regine vergini che nascerebbero in casi rari di orfanità a causa dell’ingabbiamento).
      Per il blocco puoi anche provare il metodo del “blocco nel melario” o nella “cornice” anche qui senza dover manipolare la regina.
      Se hai dubbi chiedi pure…
      ciao!

      PS: dato che hai due famiglie proverei il blocco (gabbia o melario) solo con una per vedere come ti trovi. Ricorda però che i trattamenti e le tecniche anti varroa devono essere il più omogenee possibile quindi per anni futuri se usi apilifevar dovrai usarlo su tutte le famiglie, allo stesso modo per il blocco con le normali eccezioni dei casi.

      • ciao, grazie per la risposta, pensavo di provare il blocco su tutte e due, sempre se riesco ad individuare la regina! che tra l’altro non sono marcate. leggendo qua e la il blocco + ossalico mi sembra di capire dia più certezze di un trattamento con apilifevar o sbaglio? tu come la pensi?
        Per la cornice con rete in cui chiudi il telaino con regina, di che spessore li inserisci i legni della cornice? io ho alcuni scarti di legno di 8mm di spessore, possono andare bene?

      • l’ossalico è il più efficace al momento (gocciolato in assenza di covata) come principio e presidio (apibioxal)

        quanto alla cornice questa risulta essere un buon metodo le prime volte se non si vuole manipolare la regina e se si vuole sostituire telai vecchi… con l’esperienza le regine si prenderanno con le dita..

        per lo spessore meglio dagli 8mm in giù va benissimo

  6. Ciao stamattina ho ingabbiato la regina con cornice e rete nel nido:ho notato che i listelli della cornice chiudono lo spazio d ape tra un favo e laltro soprattutto superiormente. dovevo levare il diaframma e fare spazio o ci pensano le api ad aggiustarsi e a passare poi da sotto? Grazie della risposta

    • Come ben dici lo spazio è molto ristretto nella parte più alta poichè i favi tendono ad essere naturalmente più bombati nella parte superiore per poi essere più sottili verso il fondo…

      Quando inserisci il favo ingabbiato devi piegare le alette dei distanziatori e poggiare le orecchiette del telaio sopra di esse mentre gli altri favi rimangono nella loro posizione normale.

      In pratica il telaio trappola deve occupare lo spazio di due telai.

      Se hai qualche timore puoi, aiutandoti con la leva, distanziare la posizione dei favi/telai che sono vicini alla cornice per creare un po’ più di spazio

      • Grazie me ne ero dimenticato preso dalla paura di non far secche le regine. Ho gia provveduto a sistemare il tutto.
        mi daresti un altro consiglio:quale associazione di apicoltori mi consigli?l’anno prossimo voglio fare sul serio.

      • beh dipende dalla tua zona…se vivi in Liguria ti posso consigliare ALPAMiele. In altre regioni ve ne sono molte altre, serie/meno serie; sta a te decidere quali. Frequenta un po’ gli ambienti e vedi…i miei consigli posso sempre darteli.
        alpamiele.it

  7. Si sono ligure entroterra del medio levante:castiglione chiavarese! Grazie per la disponibilita e i preziosi consigli. seguiro il tuo blog assiduamente.

    • Grazie. Ho visto su google map che sei vicino a la spezia dove alpamiele organizza seminari e corsi, per info:
      http://www.alpamiele.it/chi-siamo/contattaci/
      e
      I TECNICI APISTICI ALPA Miele IN LIGURIA
      Referenti per provincia

      SAVONA-IMPERIA
      CarloMaria Gazzoli – referente BEE NET: 348 6062046
      Luca Cosco: 338 642909
      Mauro Puppo: 338 2198242

      GENOVA
      Martino Firullo: 349 6996289
      Marina Consiglieri: 349 8302954
      Silvia Burzio: 334 5819962

      LA SPEZIA
      Maurizio Ribaditi: 328 6726264

  8. Pingback: Trattamento estivo antivarroa: asportazione di covata | Apicoltura Apicosco

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