Pasqua, periodo di sciamatura

Pensavamo di aver fatto tutti i controlli possibili, ma quando si cerca di evitare un meccanismo perfettamente evoluto da milioni di anni non c’è niente da fare; la natura alla fine vince sempre! Ed ecco due novità: la prima è che abbiamo una nuova famigliola che ha sciamato sabato 7 aprile, dalla numero II (il giorno prima di Pasqua). La seconda è che, controlli o meno, le nostre famiglie decidono di “festeggiare” con la sciamatura proprio in questi giorni (l’anno scorso era Pasquetta). Per noi un bel merendino sui campi, per loro un’occasione per “andare e moltiplicarsi”. La sciamatura, nonostante sia una grana sotto tanti punti di vista per l’apicoltore, è qualcosa che non può non suggestionarti e coinvolgerti; migliaia e migliaia di api che escono in pochi secondi, una nuvola immensa di imenotteri assolutamente innocui (prima di sciamare tutte le api riempiono la loro borsa melaria di miele, visto che dovranno di nuovo ricostruire dei favi e quindi non possono inarcare l’addome per pungere) che ti avvolgono e producono un rumore assordante. La cosa bella è che con mia sorella avevamo appena finito la visita e le avevo detto, osservando l’arnia dalla porticina: “Mmmh… non le ho mai viste così vivaci”. Non avevo finito la frase che inizia la sciamatura!

Aggiungo un po’ di foto nella sezione foto e suggerisco di vedere tra i video il recupero degli sciami dell’anno scorso.

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